|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Tumori femminili, intimità e sessualità restano un tabù

Oltre 71mila nuovi casi l’anno tra tumori della mammella e apparato ginecologico ma quasi 1 donna su 2 chiede aiuto per i problemi intimi e pochissime arrivano a uno specialista
Oncologia

La sopravvivenza cresce, ma la qualità della vita rischia di restare indietro. È uno dei paradossi che emergono oggi dal mondo dell’oncologia femminile. Migliaia di donne convivono con conseguenze intime e sessuali della malattia e delle terapie, ma il bisogno di supporto resta in gran parte inascoltato.

I numeri

pubblicità

In Italia ogni anno oltre 71mila donne ricevono una diagnosi di tumore ginecologico o mammario. Secondo i dati presentati in occasione del convegno nazionale "Mi Amo Ancora, La Donna e i Tumori Femminili: Io con il mio Io, Io nella Società", che ha riunito a Solomeo (Perugia) oltre 60 specialisti, più del 40% delle pazienti vorrebbe ricevere un’assistenza specifica per i problemi sessuali e di intimità legati al percorso oncologico. Eppure, solo il 7% arriva effettivamente a richiedere un supporto specialistico.

Un divario netto, che racconta non solo una carenza di servizi, ma anche il peso di barriere culturali e comunicative ancora difficili da superare nel rapporto tra medico e paziente.

Sopravvivere di più e vivere meglio

Per due giorni, la materia è stata al centro del convegno che ha visto impegnati gli specialisti nel confronto sull’evoluzione delle cure e sulla qualità di vita.

"Trattiamo da molti anni il tema della qualità di vita della donna affetta da tumore, ma solo da poco tempo si è cominciato a studiare davvero quello della sessualità e dell’intimità", spiega Alessandra Fabi, membro del direttivo nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e responsabile scientifico del convegno, sottolineando come l’attenzione si stia allargando anche alla comunità Lgbtq+.

Guarigioni in aumento e nuove esigenze assistenziali

I progressi terapeutici hanno cambiato radicalmente la prospettiva per molte pazienti. "Le probabilità di guarigione oggi superano il 70% nel cancro del seno", ricorda Fabi. Per i tumori del collo e del corpo dell’utero i tassi si attestano rispettivamente al 58% e al 69%, mentre per il carcinoma ovarico restano più bassi (32%), anche se iniziano a intravedersi i primi miglioramenti.

"Questo significa che un numero crescente di donne deve affrontare non solo la malattia, ma anche una complessa sfida emotiva e relazionale", aggiunge l’oncologa, richiamando l’attenzione su bisogni che proseguono ben oltre la fine dei trattamenti.

Sessualità dimenticata e disuguaglianze di genere

Secondo gli esperti, alla base della scarsa richiesta di supporto c’è una combinazione di retaggi culturali e di scarsa attenzione clinica al tema. "È fondamentale sensibilizzare i medici a non sottovalutare un aspetto complesso ma cruciale come la sessualità", avverte Amalia Vetromile, responsabile del progetto Sex and Cancer.

Un problema che riguarda anche l’accesso alle cure: "A differenza dei farmaci per la disfunzione erettile negli uomini, le terapie per la sindrome urogenitale nelle pazienti oncologiche sono quasi tutte a pagamento e non erogate dal Servizio sanitario nazionale", sottolinea Vetromile, evidenziando una evidente disparità.

Un approccio multidisciplinare per prendersi cura della persona

La risposta, concordano gli specialisti, non può essere affidata a una sola figura professionale. "La gestione deve essere multidisciplinare" – spiega Gabriella Pravettoni, dell’Università Statale di Milano – "Serve il coinvolgimento dell’oncologo insieme a psiconcologi, ginecologi e sessuologi", in un percorso integrato che tenga conto della persona nella sua globalità.

Un ruolo chiave è giocato anche dalla comunicazione e dalla capacità di ascolto, elementi imprescindibili per far emergere bisogni spesso taciuti.

La forza della narrazione nel percorso di cura

In questo contesto trova spazio anche la medicina narrativa, strumento sempre più riconosciuto nel percorso oncologico. "Narrare la malattia e, con essa, emozioni, paure e speranze favorisce una migliore gestione dello stress causato dalla neoplasia", conclude Cristina Cenci, antropologa e fondatrice di Digital Narrative Medicine.

Dare voce all’esperienza delle pazienti significa non solo migliorare l’aderenza alle cure, ma restituire dignità a una dimensione – quella dell’intimità – che fa parte integrante della salute. Una sfida ancora aperta, ma non più rimandabile.

Oncologia
Commenti

I Correlati

Piacersi per desiderarsi
Pazienti
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Tumore del colon-retto, benefici per l'intestino dall'associazione tra dieta pesco-vegetariana e acido acetilsalicilico
Ricerca
Tumore del colon-retto, benefici per l'intestino dall'associazione tra dieta pesco-vegetariana e acido acetilsalicilico
Uno studio coordinato dal Cnr mostra come l'associazione tra alimentazione ricca di pesce e vegetali e acido acetilsalicilico possa favorire l'equilibrio intestinale e ridurre i processi infiammatori coinvolti nella carcinogenesi
Tumori, l'OMS richiama i governi: persistono forti disuguaglianze nell'accesso alle cure
Oncologia
Tumori, l'OMS richiama i governi: persistono forti disuguaglianze nell'accesso alle cure
Pubblicato il Global Status Report on Cancer 2026: cresce il peso delle disuguaglianze nell'assistenza oncologica a livello mondiale.
Linfedema dopo il tumore: d’estate il rischio di complicanze aumenta, esperti a confronto all’IDI di Roma
Oncologia
Linfedema dopo il tumore: d’estate il rischio di complicanze aumenta, esperti a confronto all’IDI di Roma
Dal riconoscimento precoce alla cura quotidiana della pelle: specialisti e pazienti insieme per imparare a gestire una condizione che può compromettere autonomia e qualità di vita

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.