
Ansia, irritabilità e stanchezza. Il ruolo degli ormoni e le evidenze cliniche sui sintomi emotivi
"Non sono più la stessa." È una frase che molte donne pronunciano sottovoce durante la perimenopausa o la menopausa. A volte con senso di colpa, altre volte con preoccupazione. L’umore cambia, la pazienza si accorcia, l’energia diminuisce, il sonno peggiora. Ci si sente più ansiose, più irritabili o più fragili, anche senza un motivo preciso. Ma la prima cosa da sapere è che tutto questo ha una spiegazione biologica ed è molto più comune di quanto si pensi.
Il ruolo degli ormoni sul cervello
In menopausa non cambia solo il ciclo. Cambiano soprattutto gli ormoni, che svolgono un ruolo fondamentale anche nel funzionamento del cervello. Gli estrogeni aiutano a mantenere stabile l’umore, a dormire meglio e a pensare con chiarezza. Il progesterone ha un effetto calmante e favorisce il riposo. Il testosterone, presente anche nelle donne, è coinvolto nell’energia, nella motivazione e nel desiderio.
Quando questi ormoni iniziano a fluttuare o a diminuire, il cervello può diventare più sensibile. È per questo che possono comparire sensazioni nuove o amplificate: una stanchezza che non passa, un’irritabilità improvvisa, l’ansia che prima non c’era, la difficoltà a concentrarsi, oppure una tristezza "sorda", senza una causa evidente. Non è una questione di carattere, né di forza di volontà.
Non è detto che sia depressione
Un equivoco molto diffuso è pensare che questi cambiamenti coincidano automaticamente con una depressione. In realtà, spesso non è così. Molte donne in menopausa continuano a lavorare, a prendersi cura degli altri, a tenere duro. Non si sentono depresse in senso clinico, ma sentono chiaramente di stare peggio di prima. Dormono male, hanno meno energia, meno entusiasmo, meno tolleranza allo stress. E questo pesa.
Uno studio recente che ha seguito oltre 900 donne in peri- e postmenopausa ha mostrato che la maggioranza presentava più sintomi dell’umore insieme, spesso collegati al sonno, alla stanchezza e al benessere fisico. Molte di queste donne non avevano una diagnosi di depressione maggiore, ma la qualità della vita era comunque compromessa. Ecco perché tante dicono: "Non sono depressa, ma non mi riconosco più".
Cosa migliora quando la terapia ormonale è ottimizzata
Nello stesso studio, le donne sono state trattate con ormoni simili a quelli prodotti naturalmente dal corpo, scelti e dosati in modo personalizzato. Dopo circa tre mesi, l’intensità dei disturbi dell’umore si è ridotta quasi della metà. Sono migliorati il sonno, l’ansia, l’irritabilità, l’energia, la concentrazione e il desiderio. Il dato più interessante è che il miglioramento si è visto sia nelle donne in perimenopausa che in quelle già in postmenopausa. Ma trattandosi di uno studio osservazionale, i risultati mostrano un’associazione, non una prova definitiva di causalità.
Ogni donna ha una storia e un equilibrio ormonale diverso. Ecco perché non esiste una cura uguale per tutte. Quando il trattamento viene adattato alla persona, i risultati possono cambiare in modo significativo.
Quando parlarne con il medico
Quando il tuo umore non è più quello di prima e questo cambiamento dura nel tempo, vale la pena parlare con il medico. Se ansia o irritabilità sono diventate una presenza costante, se dormi male e la mancanza di sonno finisce per peggiorare ogni altra cosa, oppure se ti senti sempre stanca anche senza aver fatto particolari sforzi, è importante non minimizzare. Lo stesso vale quando fai fatica a concentrarti o a provare piacere nelle cose che prima ti davano soddisfazione. Questi segnali contano quanto i sintomi fisici, non sono secondari e meritano ascolto, attenzione e una valutazione adeguata.
Bibliografia
Glynne S, Kamal A, McColl L, Newson L, Reisel D, Mu E, Hendriks O, Saini P, Gurvich C, Kulkarni J. Transdermal oestradiol and testosterone therapy for menopausal depression and mood symptoms: retrospective cohort study. Br J Psychiatry. 2025 Jun 16. doi: 10.1192/bjp.2025.101.
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