
Anche in Campania sarà possibile accedere all’aborto farmacologico senza ricovero ospedaliero. La decisione segna un cambio di modello nell’organizzazione dei servizi sanitari, consentendo alle donne di assumere a domicilio il secondo farmaco previsto dal protocollo.
A esprimere soddisfazione è l’Associazione Luca Coscioni, promotrice della campagna “Aborto senza ricovero”, che da anni chiede una maggiore accessibilità e appropriatezza delle prestazioni.
Più accesso e libertà di scelta
Secondo l’associazione, la misura rappresenta un passo avanti importante perché:
La novità arriva a distanza di anni dalla delibera regionale che già prevedeva questa possibilità e si inserisce in un quadro nazionale ancora disomogeneo.
Risparmio e sostenibilità
Il presidente della Regione, Roberto Fico, ha sottolineato come il nuovo modello consenta anche un utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche, oltre a garantire percorsi assistenziali sicuri e rispettosi della dignità delle pazienti.
Situazione in Italia
Attualmente, l’aborto farmacologico senza ricovero è disponibile solo in alcune aree del Paese, tra cui:
In altre regioni, come la Lombardia, permangono criticità sia organizzative sia economiche: il percorso farmacologico può risultare più costoso rispetto a quello chirurgico, con possibili inefficienze per il sistema sanitario.
Verso un modello più uniforme
La decisione della Campania viene interpretata come un segnale per le altre regioni italiane, con l’auspicio di una diffusione più ampia di modelli assistenziali che uniscano sicurezza clinica, sostenibilità e diritto di scelta.
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