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GIMSeno, la senologia fa rete per un nuovo modello di cura

Salute della donna Lucia Oggianu | 28/04/2026 14:25

Dal Policlinico Gemelli a Olbia, nasce una rete clinica e scientifica che supera i confini geografici e mette al centro il paziente. Un’alleanza basata su integrazione, multidisciplinarietà e condivisione delle competenze per innovare i percorsi di c

Dal Policlinico Gemelli a Olbia, nasce una rete clinica e scientifica che supera i confini geografici e mette al centro il paziente. Un’alleanza basata su integrazione, multidisciplinarietà e condivisione delle competenze per innovare i percorsi di cura del tumore al seno

Mettere il paziente prima di tutto, facendone l’architrave dell’organizzazione. Con questo obiettivo prende forma GIMSeno, la nuova rete senologica che unisce Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, Gemelli Isola e Mater Olbia, tre realtà d’eccellenza chiamate a lavorare come un’unica comunità clinica, scientifica e formativa. Il progetto nasce per superare barriere geografiche e logiche autoreferenziali, puntando su una condivisione concreta di risorse, professionisti e visione.

Una rete per integrare cure, competenze e ricerca

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GIMSeno si propone come un modello collaborativo avanzato in grado di valorizzare le attività cliniche, la formazione e la ricerca delle tre strutture, armonizzando i percorsi diagnostico-terapeutici e rafforzando l’approccio multidisciplinare. "Mettere in rete i professionisti di queste tre strutture ci consentirà di costruire percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, includendo anche le cure integrate, per aumentare l’efficacia delle terapie e migliorare gli outcome delle pazienti – spiega Gianluca Franceschini, professore ordinario di Chirurgia generale all’Università Cattolica e direttore della Uoc di Chirurgia senologica del Policlinico Gemelli IRCCS –. L’obiettivo è lavorare come se fossimo nella stanza accanto, creando una comunità fondata sulle relazioni e sul rispetto delle persone: un’innovazione gentile, non una rivoluzione".

Multidisciplinarietà e condivisione quotidiana

La forza della rete risiede nella possibilità di rendere strutturale il confronto quotidiano tra professionisti operanti in sedi diverse ma uniti da una visione comune. Un upgrade della multidisciplinarietà, che supera il singolo ospedale per diventare sistema. Il progetto ha già raccolto un forte consenso, testimoniato dall’ampia partecipazione di specialisti e specializzandi al kickoff di presentazione, ma anche il pieno sostegno dei vertici delle tre strutture, che vedono in GIMSeno un modello potenzialmente replicabile anche in altri ambiti clinici.

La cura oltre la malattia

Alla base di GIMSeno c’è una concezione estesa della cura, che non si esaurisce nel trattamento oncologico ma accompagna la persona lungo tutto il percorso di vita. "Migliorare l’esperienza del paziente lungo tutto il percorso clinico – e anche oltre la malattia – è la nostra cifra distintiva – sottolinea Daniele Piacentini, direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS – Questa rete esprime la multiprofessionalità e la multidisciplinarietà nella loro accezione più alta, all’interno di un Gruppo che realizza oltre 2.000 interventi di chirurgia senologica ogni anno".

Ricerca e trial clinici

GIMSeno si candida a diventare anche un acceleratore per la ricerca clinica, favorendo la partecipazione coordinata ai trial e lo sviluppo di modelli innovativi di trial matching. "Mettere in rete le strutture è un modello ideale per la ricerca – afferma Antonio Gasbarrini, direttore scientifico del Policlinico Gemelli IRCCS –. Stiamo lavorando a sistemi di trial matching eticamente orientati, che non valutino i pazienti in base al loro valore economico ma al loro valore intrinseco come persone. Algoritmi proprietari e non commerciali, guidati da una visione umana della medicina".

Un ponte tra territori, nel segno dell’integrazione

La rete GIMSeno assume un valore strategico anche sul piano territoriale, collegando in modo strutturato il centro e la periferia, il continente e l’isola. "Per la Sardegna è fondamentale sentirsi parte di un sistema integrato – osserva Giovanni Paolo D’Incecco Bayard de Volo, amministratore delegato di Mater Olbia –. Non basta costruire procedure, serve una visione condivisa. GIMSeno nasce da questa volontà e permette di lavorare fianco a fianco, valorizzando anche il contributo delle associazioni".

Un modello che guarda al futuro dell’oncologia

GIMSeno rappresenta infine un paradigma applicabile anche ad altre patologie oncologiche cronicizzate e a quelle che ancora pongono sfide aperte. "Cronicizzare una malattia significa consentire alla paziente di continuare a vivere una vita normale" – conclude Maria Antonietta Gambacorta, vicepreside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica –. Questo progetto è pienamente coerente con la strategia di integrazione del sapere dell’Ateneo ed è un esempio concreto di come università e ospedali possano agire insieme per il futuro della medicina".

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