
Fondazione Heal Italia avvia una campagna nazionale con test e screening gratuiti. Al centro il passaggio dalla cura alla prevenzione, ma resta il tema dell’integrazione nel sistema sanitario
La medicina di precisione prova a uscire dai centri di ricerca e a entrare nella pratica. Con la campagna "Providentia", la Fondazione Heal Italia avvia una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di portare informazione, formazione e screening alla popolazione.
Il progetto, sostenuto dal Pnrr attraverso il Ministero della Ricerca, prevede incontri pubblici, percorsi informativi per operatori sanitari e test genetici gratuiti in diverse regioni, tra cui Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana e Puglia.
"La medicina di precisione è per ciascuno", spiega Laura Leonardis, direttrice generale della Fondazione. "Dalla cura della malattia alla cura della salute, prima che la malattia inizi".
Dalla terapia alla prevenzione anticipata
Il punto centrale della campagna è il passaggio da un modello reattivo a uno anticipatorio. "Providentia significa vedere prima, anticipare, predire", sottolinea Leonardis, indicando nella prevenzione il terreno su cui si gioca la trasformazione della medicina.
Un’impostazione che punta a spostare l’attenzione sulla popolazione sana, utilizzando strumenti come test genetici e analisi predittive per individuare precocemente i rischi.
Perché la medicina standard non basta più
A sostenere questo cambio di approccio sono anche i dati sull’efficacia delle terapie. Secondo la Fondazione, trattamenti come gli antidepressivi non funzionano per oltre il 40% dei pazienti, mentre alcune terapie oncologiche risultano inefficaci per una quota significativa di persone. Più in generale, nelle patologie complesse i farmaci migliori hanno un’efficacia compresa tra il 25% e il 60%.
"La medicina di precisione si basa sulle caratteristiche individuali, a partire dal genoma", spiega il direttore scientifico Mauro Piacentini. "Una soluzione standardizzata risulta inefficace in molti casi".
Una rete nazionale tra ricerca e clinica
Heal Italia si presenta come un’infrastruttura che integra ospedali, Irccs, università e imprese, con l’obiettivo di rendere più accessibili diagnosi e cure personalizzate. "La medicina di precisione rappresenta il futuro che in molti casi è già presente", afferma il presidente Massimo Midiri, sottolineando il ruolo del progetto come attrattore nazionale per la ricerca e l’innovazione.
Il punto critico: dalla sperimentazione al sistema
La campagna segna un passaggio importante sul piano della diffusione, ma lascia aperta una questione centrale: come integrare questi strumenti nel Servizio sanitario nazionale in modo strutturale. Screening genetici e modelli predittivi pongono infatti interrogativi su organizzazione, accesso e sostenibilità, soprattutto quando si passa da iniziative pilota a programmi su larga scala.
Il rischio, in assenza di una cornice chiara, è che la medicina di precisione resti concentrata in progetti e centri selezionati, senza tradursi in un cambiamento diffuso.
Tra innovazione e applicazione
Il quadro che emerge è quello di una transizione in corso. Da un lato, strumenti sempre più avanzati per anticipare il rischio e personalizzare le cure. Dall’altro, la necessità di costruire percorsi concreti per renderli parte della pratica clinica. "La vera rivoluzione riguarda i modelli che si rivolgono alla popolazione sana", conclude Leonardis.
Il passaggio successivo sarà verificare quanto questa visione riuscirà a tradursi in organizzazione e accesso reale alle prestazioni.
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