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Igiene delle mani, ospedali ancora sotto gli standard

Prevenzione Lucia Oggianu | 05/05/2026 10:05

Nonostante gli appelli globali, il consumo di soluzione idroalcolica resta lontano dai livelli Oms. L’Iss rilancia: più formazione per migliorare sicurezza e prevenzione

Un deficit persistente nella prevenzione delle infezioni

Nell’ambito delle strategie per la sicurezza delle cure, l’igiene delle mani continua a rappresentare una criticità nelle strutture sanitarie italiane. In occasione della Giornata mondiale del 5 maggio, l’Istituto superiore di sanità (Iss) richiama l’attenzione su un indicatore chiave: l’utilizzo di soluzione idroalcolica, ancora nettamente sotto i livelli raccomandati.

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Secondo i dati più recenti, il valore resta stabile ma insufficiente, segnale di un’adesione non ottimale alle pratiche fondamentali per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA). Una tendenza che coinvolge tutte le aree di degenza e che evidenzia la necessità di un impegno più strutturato e diffuso.

Il quadro dei consumi

Il sistema di sorveglianza coordinato dall’Iss, che nel 2024 ha coinvolto 720 strutture sanitarie di 21 Regioni e Province autonome, fotografa una realtà disomogenea. Il consumo mediano nazionale di soluzione idroalcolica si attesta a 9,9 litri per 1000 giornate di degenza ordinaria, un valore "in linea con il dato dell’anno precedente e ben al di sotto dello standard di 20 L/1000 GDO indicato dall’Oms".

Le differenze tra i reparti sono marcate: si passa dai livelli più elevati delle terapie intensive (37,9 L/1000 GDO) ai valori decisamente più contenuti osservati in ortopedia (8,3 L/1000 GDO). Una variabilità che riflette approcci organizzativi e culturali ancora non uniformi.

Un gesto semplice che salva vite

L’importanza dell’igiene delle mani resta indiscussa nel contrasto alla diffusione dei microrganismi, inclusi quelli resistenti agli antibiotici. "È uno strumento fondamentale per prevenire la trasmissione di microrganismi – spiega Paolo D’Ancona, dirigente di ricerca del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss – comprese le forme resistenti agli antibiotici, e rappresenta un pilastro nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA). Un gesto semplice, ma cruciale per la sicurezza di pazienti e professionisti".

Il tema si inserisce nel più ampio contesto della lotta all’antimicrobico-resistenza, dove ogni pratica preventiva acquista un valore strategico.

La Giornata mondiale e l’appello dell’Oms

Giunta alla diciottesima edizione, la Giornata mondiale dell’igiene delle mani promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) invita a rafforzare le politiche di prevenzione e controllo delle infezioni. "Actions save lives" è lo slogan scelto per il 2026 e sottolinea il legame diretto tra comportamenti quotidiani e sicurezza delle cure.

L’Oms sollecita operatori e strutture sanitarie a rinnovare l’impegno, con l’obiettivo di ridurre il rischio di infezioni e proteggere pazienti e personale sanitario.

Formazione e cultura della sicurezza

Per sostenere il cambiamento, l’Iss punta anche sulla formazione continua. A partire dal 5 maggio e fino al 10 dicembre 2026, saranno disponibili sulla piattaforma Eduiss due corsi Fad gratuiti dedicati all’igiene delle mani.

Tra questi, "L’igiene delle mani per la prevenzione e controllo delle infezioni in ambito assistenziale (III Edizione)" mira a rafforzare le conoscenze sui principi di base e sul ruolo che questa pratica svolge nella prevenzione delle ICA e nel contrasto all’antibiotico-resistenza. L’obiettivo complessivo è promuovere una cultura della sicurezza e della qualità dell’assistenza, attraverso l’adozione sistematica delle raccomandazioni dell’Oms.

In un contesto in cui i dati continuano a evidenziare margini di miglioramento, la formazione rappresenta uno degli strumenti chiave per trasformare una buona pratica in un’abitudine quotidiana consolidata.

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