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Riparte la Race for the Cure

Da Roma alle principali città del Paese, la 27ª edizione della Race for the Cure rilancia l’impegno nazionale contro il tumore al seno
Prevenzione

La prevenzione torna al centro dell’agenda pubblica con la Race for the Cure, la più grande manifestazione al mondo dedicata alla lotta contro il tumore al seno. Dal 7 al 10 maggio il via sarà a Roma, tappa centrale di un’iniziativa che coinvolge l’intero Paese e che punta a diffondere in modo capillare informazione, diagnosi precoce e accesso agli screening.

Promossa da Komen Italia sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la 27ª edizione della Race si inserisce in un percorso che negli anni ha trasformato un evento sportivo in una vera e propria infrastruttura di prevenzione diffusa.

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Roma capofila di un modello che si estende al Paese

"Per quattro giorni il Circo Massimo diventerà uno straordinario laboratorio all’aria aperta", ha spiegato Riccardo Masetti, fondatore di Komen Italia. Sport, informazione scientifica, alimentazione sana, benessere e solidarietà saranno gli elementi chiave di un format ormai consolidato, chiamato però a rispondere a bisogni sempre più complessi.

"Si cammina, si corre o semplicemente si sta insieme per dare forza alle Donne in Rosa", ha proseguito Masetti. Donne che affrontano o hanno affrontato il tumore al seno e che, anche quest’anno, restano le protagoniste simboliche dell’iniziativa.

Un messaggio declinato sui territori

Dopo la tappa romana, la Race for the Cure proseguirà nel corso dell’anno con altri sei appuntamenti in diverse aree del Paese: Bari, Bologna, Brescia, Matera, Napoli e Pescara. Un calendario che riflette la volontà di portare la prevenzione dove spesso l’accesso ai servizi è più fragile o discontinuo.

"Tantissimi obiettivi sono stati raggiunti, ma non stiamo facendo abbastanza – ha sottolineato Alba Di Leone, presidente di Komen Italia – La nostra Race è correre ogni giorno per raggiungere tutte le donne, senza differenze". Da qui la scelta di attivare, anche nell’edizione 2026, nuovi percorsi di prevenzione personalizzati, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione.

Dalla partecipazione alla consapevolezza collettiva

Nel tempo, la Race for the Cure ha contribuito a modificare profondamente il modo di parlare di tumore al seno nel nostro Paese, portando il tema fuori dagli ambulatori e dentro le comunità.

"La prevenzione salva davvero la vita delle persone", ha ricordato Gianluca Franceschini, direttore del Centro integrato di senologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. "Questa manifestazione ha trasformato la paura in consapevolezza, la fragilità in forza condivisa e la malattia in partecipazione attiva".

Un cambiamento culturale che si riflette anche nella maggiore adesione agli screening e nella crescita della domanda di informazione qualificata.

Istituzioni, cultura e sanità insieme

A sottolineare la dimensione nazionale dell’iniziativa è anche il coinvolgimento di numerose istituzioni centrali e territoriali. Il ministero della Cultura sarà presente con uno spazio dedicato alle campagne di sensibilizzazione sviluppate con Komen Italia, mentre gli iscritti alla Race potranno accedere gratuitamente ai musei statali nei giorni dell’evento.

La Regione Lazio, a supporto della tappa romana, offrirà desk informativi, test gratuiti e possibilità di prenotazione, in un modello di integrazione tra evento pubblico e servizi sanitari replicabile anche nelle altre città.

Numeri e sicurezza

Secondo le stime, la tappa di Roma potrebbe superare i 150mila partecipanti, confermando la Race come uno dei principali eventi di promozione della salute in Italia. Il supporto logistico sarà garantito dal ministero della Difesa, con strutture e presidi di primo soccorso e alcune aziende private rinnovano il proprio sostegno anche attraverso la partecipazione diretta dei dipendenti. Un’alleanza trasversale che rafforza il messaggio di fondo della Race for the Cure: la prevenzione non è un gesto individuale, ma una scelta collettiva che riguarda l’intero Paese.

Prevenzione
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