
Dal 30 aprile scatta il doppio livello di sicurezza per le prescrizioni. Il sindacato dei medici segnala criticità operative, soprattutto per sostituzioni e carichi di lavoro
L’introduzione dell’autenticazione a due fattori per la prescrizione delle ricette elettroniche, prevista dal 30 aprile, apre un nuovo fronte di tensione nella medicina generale. A lanciare l’allarme è il Sindacato medici italiani (Smi), secondo cui la misura, pensata per rafforzare la sicurezza del sistema, rischia di avere effetti pesanti sull’operatività quotidiana degli studi.
"Gli studi dei medici di medicina generale rischiano di collassare", afferma Gian Massimo Gioria, responsabile nazionale dell’area convenzionata del sindacato.
Sicurezza e operatività: un equilibrio delicato
L’autenticazione a due fattori introduce un secondo livello di verifica per accedere ai sistemi di prescrizione: oltre alle credenziali tradizionali, sarà necessario un codice aggiuntivo, generato tramite app o altri dispositivi. Una misura che va nella direzione della sicurezza e della tracciabilità, ma che si inserisce in un contesto operativo molto diverso da quello per cui è stata pensata.
Negli studi di medicina generale, infatti, la prescrizione è un’attività continua e ad alta frequenza, spesso integrata con visite, telefonate, gestione delle cronicità e attività amministrative. In questo quadro, anche piccoli rallentamenti possono tradursi in un impatto significativo sui tempi di lavoro e sull’accesso dei pazienti alle cure.
Il problema dei sostituti e della continuità operativa
Una delle criticità più rilevanti riguarda la gestione delle sostituzioni. "Trasferire le procedure della dematerializzazione ai sostituti dei medici di famiglia è complesso", osserva Gioria, soprattutto nei casi in cui il titolare dello studio sia assente per ferie o malattia. Il problema si inserisce in una difficoltà già nota: "In molti casi i sostituti non si riescono a trovare", ricorda il sindacato, a causa della carenza di medici disponibili.
L’introduzione di ulteriori passaggi tecnici rischia quindi di rendere ancora più fragile un equilibrio già precario. Il punto sollevato dal sindacato non riguarda la necessità di garantire sicurezza nei sistemi digitali, ma il modo in cui queste misure vengono integrate nella pratica quotidiana "Questa misura rischia di andare nella direzione opposta rispetto alla riduzione del carico burocratico", sottolinea Gioria.
Il tema, ancora una volta, è quello dell’attuazione: strumenti pensati per migliorare il sistema possono produrre effetti opposti se non tengono conto delle condizioni reali in cui vengono applicati. In un contesto già segnato da carenza di personale e aumento della domanda, anche interventi tecnici possono diventare fattori critici per la tenuta operativa della medicina territoriale.
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