
Molti medici hanno approfittato della possibilità di accedere ad un mutuo dell’Enpam, per acquistare la propria abitazione principale o lo studio professionale, oppure procedere alla loro ristrutturazione.
In questi giorni, in cui si stanno mettendo insieme le carte per la denuncia dei redditi, l’Enpam sta inviando ai titolari di mutui per l’acquisto e la ristrutturazione dell’abitazione o per l’acquisto dello studio la certificazione degli interessi passivi corrisposti nel 2025, ma da questo invio sono esclusi i titolari di mutuo per la ristrutturazione. Ma è corretta questa impostazione? Cerchiamo di fare chiarezza.
Quando si parla di interessi passivi sui mutui, è importante distinguere tra due concetti: detrazione e deduzione. Non sono la stessa cosa e seguono regole diverse.
La detrazione riguarda l’IRPEF e permette di ridurre direttamente le imposte da pagare. La deduzione, invece, riduce il reddito su cui si calcolano le imposte.
Gli enti che erogano mutui, come l’ENPAM, hanno l’obbligo di comunicare ogni anno all’Agenzia delle Entrate gli interessi passivi pagati dai contribuenti. Questa comunicazione serve per la dichiarazione dei redditi precompilata e riguarda solo le spese detraibili.
Tra queste rientrano, prima di tutto, gli interessi sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale. In questo caso è prevista una detrazione del 19%, calcolata su un massimo di 4.000 euro all’anno. Per ottenere il beneficio, il mutuo deve essere stipulato entro un anno dall’acquisto e l’immobile deve diventare abitazione principale nei tempi previsti dalla legge.
La detrazione del 19% è prevista anche per i mutui destinati alla costruzione o ristrutturazione della prima casa. In questo caso il limite massimo è più basso: poco più di 2.500 euro di interessi, con una detrazione che arriva fino a circa 490 euro l’anno. Anche qui ci sono condizioni precise, soprattutto sui tempi tra mutuo, lavori e utilizzo dell’immobile come abitazione principale.
Diverso è il caso dei mutui per acquistare uno studio professionale. In questa situazione non è prevista alcuna detrazione IRPEF. Di conseguenza, questi interessi non vengono comunicati all’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione precompilata.
Questo però non significa che non abbiano alcun valore fiscale. Gli interessi passivi per lo studio professionale possono essere dedotti dal reddito di lavoro autonomo, se rispettano alcune condizioni. Devono essere legati all’attività professionale e proporzionati ad essa.
La valutazione spetta al professionista, che inserisce questi costi nella propria dichiarazione dei redditi. Non è previsto alcun invio automatico dei dati da parte dell’ENPAM in questi casi.
In sintesi dunque:
Ecco perché l’impostazione dell’Enpam di non inviare certificazioni ai medici con mutuo per ristrutturazione dello studio può dirsi corretta. Ciò non toglie che gli Uffici della Fondazione restano a disposizione per ogni chiarimento e, se necessario, per l’emissione di certificazioni personalizzate.
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