
Gerosa: obiettivi quasi raggiunti per la Missione 6, con servizi più vicini ai cittadini e forte spinta alla digitalizzazione
La riforma della sanità territoriale entra nella fase conclusiva. In Veneto, l’attuazione della Missione 6 del PNRR si avvicina alla scadenza del 30 giugno con risultati considerati in linea – e in alcuni casi superiori – rispetto ai target fissati.
Secondo l’aggiornamento diffuso dall’assessorato alla Sanità, il piano regionale sta raggiungendo gran parte degli obiettivi strategici, grazie a una collaborazione strutturata tra amministrazione regionale e aziende sanitarie. Il focus resta il rafforzamento dell’assistenza di prossimità e l’integrazione tra ospedale e territorio, pilastri della riorganizzazione del Servizio sanitario.
Tra i dati più significativi emerge il completamento di 73 Case di comunità, con una previsione di 101 strutture operative entro fine giugno, superando il target minimo nazionale. Parallelamente, risultano ultimati 29 Ospedali di comunità su 30 programmati, confermando l’avanzamento della rete intermedia destinata ai pazienti con bisogni assistenziali a bassa intensità clinica.
Un altro indicatore chiave riguarda l’assistenza domiciliare: è stato superato l’obiettivo di presa in carico degli over 65, con oltre il 10,9% della popolazione anziana coinvolta e più di 53 mila nuovi assistiti nel solo 2025. Questo dato riflette il progressivo spostamento del baricentro assistenziale verso il domicilio, in linea con i modelli europei di sanità territoriale.
Sul fronte dell’innovazione, la piattaforma regionale di telemedicina risulta già operativa e ha coinvolto quasi 48 mila pazienti, mentre procede la digitalizzazione degli ospedali dotati di Dipartimento di Emergenza e Accettazione, sostenuta da investimenti superiori a 100 milioni di euro. Le 49 Centrali Operative Territoriali sono tutte attive e svolgono un ruolo cruciale nel coordinamento dei percorsi di cura e nella gestione delle transizioni tra setting assistenziali.
Rilevante anche il capitolo formazione. Sono state finanziate borse aggiuntive per i medici di medicina generale, mentre quasi 27 mila professionisti sanitari sono stati coinvolti in programmi dedicati alla prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza. Avanza inoltre la formazione manageriale dei dirigenti, con oltre 260 figure già formate.
Infine, la Regione ha partecipato ai bandi del Ministero della Salute per la ricerca biomedica, ottenendo finanziamenti per 20 progetti focalizzati su patologie ad alto impatto, tra cui tumori rari, malattie rare e cronicità.
Nel complesso, il quadro evidenzia una trasformazione strutturale del sistema sanitario regionale, orientata a modelli più integrati, digitali e centrati sul paziente. Resta tuttavia cruciale il potenziamento del personale, elemento determinante per rendere pienamente operative le nuove infrastrutture e consolidare i risultati nel lungo periodo.
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