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Appropriatezza prescrittiva, nuove regole in Campania per il controllo della spesa farmaceutica

Sanità regionale Redazione DottNet | 24/03/2026 12:52

Un decreto regionale introduce obblighi di tracciabilità delle indicazioni cliniche nelle ricette SSN, con l’obiettivo di rafforzare governance, trasparenza e sostenibilità del sistema sanitario

Rafforzare l’appropriatezza terapeutica per garantire sostenibilità economica e qualità delle cure. È questo l’obiettivo delle nuove disposizioni adottate dalla Regione Campania in materia di prescrizioni farmacologiche, accolte con favore dal Sindacato Medici Italiani (SMI). Il Decreto Dirigenziale n. 100 del 16 marzo 2026 introduce infatti misure più rigorose di verifica e monitoraggio, con particolare attenzione all’utilizzo degli inibitori di pompa protonica, tra le voci di spesa più rilevanti a livello regionale.

Il provvedimento stabilisce che ogni prescrizione debba essere chiaramente collegata alla specifica condizione clinica che ne giustifica l’erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale.

Questa informazione dovrà essere riportata obbligatoriamente nella ricetta, consentendo un’associazione univoca tra indicazione terapeutica e trattamento prescritto. Le aziende sanitarie saranno inoltre chiamate a controllare sistematicamente il rispetto di tali criteri, mentre le prescrizioni effettuate al di fuori delle condizioni previste dalle indicazioni regolatorie saranno considerate inappropriate.

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Secondo il sindacato, la misura rappresenta un passaggio significativo per la medicina generale, poiché ribadisce la responsabilità clinica del medico prescrittore – sia esso specialista o ospedaliero – nel definire con precisione l’indicazione terapeutica. Questo approccio mira a migliorare la tracciabilità del percorso assistenziale e a contrastare fenomeni come l’induzione prescrittiva non adeguatamente documentata, che possono generare inefficienze e tensioni organizzative.

L’attenzione all’uso appropriato dei farmaci viene considerata un elemento centrale per la tutela dei cittadini e per l’equilibrio finanziario dei sistemi sanitari regionali. Una maggiore chiarezza nelle indicazioni cliniche e una distribuzione più equilibrata delle responsabilità professionali potrebbero contribuire a ridurre sprechi e disomogeneità nell’accesso alle terapie.

Il rafforzamento dei meccanismi di controllo si inserisce in un quadro più ampio di governance della spesa sanitaria, in cui appropriatezza, accountability e monitoraggio continuo sono indicati come strumenti chiave per garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nel lungo periodo.

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