
Le nuove linee di indirizzo sulle équipe multidisciplinari nelle Case della Comunità rappresentano un passo avanti importante per la sanità territoriale. È il commento di Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, sulla bozza pubblicata da Agenas e attualmente in consultazione.
Secondo Dattolo, il documento conferma la necessità di superare il modello del medico che lavora in modo isolato, puntando invece su una presa in carico integrata e continuativa dei pazienti, in particolare cronici e fragili.
Al centro del nuovo approccio ci sono team multiprofessionali composti da medici di medicina generale, specialisti, infermieri e assistenti sociali, chiamati a condividere responsabilità, strumenti e obiettivi. Le Case della Comunità diventano così il luogo chiave per realizzare questa integrazione, non solo come strutture fisiche ma come nodi operativi della presa in carico.
Tra gli elementi fondamentali indicati:
L’obiettivo è evitare frammentazione delle cure e ridurre il ricorso improprio al pronto soccorso, migliorando qualità, appropriatezza e sostenibilità del sistema.
Per l’Ordine dei Medici di Firenze, la multidisciplinarietà non è più opzionale ma una necessità: le indicazioni di Agenas segnano la direzione, ora serve una rapida applicazione concreta sui territori.
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