|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Studio del MMG, quando la segreteria rischia di diventare triage

Agenda, telefonate e richieste dei pazienti possono essere gestite dai collaboratori. Ma valutare sintomi, urgenze e referti resta attività clinica: il rischio è che la pratica quotidiana produca deleghe improprie
Professione

Nello studio del medico di medicina generale, molte criticità non nascono da scelte clamorosamente scorrette, ma da abitudini consolidate. La segreteria risponde al telefono, raccoglie richieste, organizza appuntamenti, riceve referti, gestisce accessi e richiama pazienti per esigenze pratiche. Tutte attività necessarie, soprattutto in una fase in cui la pressione sulla medicina territoriale è sempre più alta.

Il problema nasce quando questa funzione di supporto comincia a trasformarsi, anche senza una decisione esplicita, in una valutazione sanitaria preliminare.

pubblicità

Stabilire se un sintomo meriti una visita in giornata, se un referto debba essere visto subito dal medico, se una richiesta possa attendere o se il paziente debba essere indirizzato verso il pronto soccorso non è più semplice organizzazione dello studio. È una forma di apprezzamento clinico. Ed è proprio qui che si apre una delle aree più delicate della gestione quotidiana del MMG.

Il consenso informato non è delegabile

Il Codice di deontologia medica offre un riferimento netto. L’articolo 35 stabilisce che l’acquisizione del consenso o del dissenso informato è un atto di specifica ed esclusiva competenza del medico, non delegabile. Lo stesso articolo prevede che il medico non intraprenda né prosegua procedure diagnostiche o terapeutiche senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato.

Il punto non riguarda soltanto il consenso in senso stretto. Richiama un principio più generale: quando entrano in gioco informazione sanitaria qualificata, valutazione clinica e decisione sul percorso di cura, la responsabilità resta in capo al medico.

Una segreteria può organizzare. Può raccogliere documenti. Può applicare criteri pratici definiti dal medico. Non può però trasformarsi nel luogo in cui si decide se un problema sia urgente, differibile o clinicamente irrilevante.

Il rischio del triage informale

Nella medicina generale questo rischio è particolarmente insidioso perché nasce dentro una relazione di prossimità. Lo studio conosce i pazienti, le loro abitudini, le loro richieste ricorrenti, i familiari che chiamano, i casi considerati più ansiosi o più insistenti.

Proprio questa familiarità, che rappresenta uno dei punti di forza della medicina territoriale, può diventare un fattore di rischio se porta a sottostimare una richiesta o a classificare troppo rapidamente un sintomo.

Il problema non è la presenza dei collaboratori. Al contrario, uno studio ben organizzato ha bisogno di figure di supporto. Il punto è definire con precisione che cosa può essere filtrato sul piano amministrativo e che cosa deve invece arrivare al medico, perché contiene già un elemento di possibile valutazione sanitaria.

Procedure chiare per proteggere medico e paziente

La soluzione non è eliminare il filtro organizzativo, ma renderlo più consapevole del proprio ruolo e dei limiti connaturati al medesimo. Uno studio può stabilire criteri interni per la gestione delle richieste, distinguere i canali per appuntamenti ordinari, urgenze, referti e richieste amministrative, e prevedere che determinate situazioni vengano sempre sottoposte al medico.

In questo modo la segreteria resta una funzione di supporto e non diventa, di fatto, un punto di decisione clinica.

La trasformazione della medicina territoriale prevista dal DM77 e lo sviluppo delle Case di Comunità renderanno questo tema ancora più importante. Ma il problema esiste già oggi, dentro gli studi, nelle telefonate del mattino, nelle richieste ricevute dalla segreteria e nelle decisioni apparentemente piccole con cui si stabilisce se un paziente debba essere visto subito o possa aspettare. Ed è proprio lì che l’organizzazione dello studio può diventare tutela. Oppure rischio.

Professione
Commenti
RD
Roberto D'Amore
Ho tre segretarie nessuna fa diagnosi oppure suggerisce terapie sarebbe assurdo..in alcuni casi è stato verificato che segretarie suggeriscono terapie senza consultare il medico ., commettendo abuso di professione
Rispondi
24/05/2026 19:04

I Correlati

Segreteria e infermieri nello studio medico: dove finisce il supporto e dove inizia l’atto clinico
Professione
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Fisco: i nuovi limiti per detrazioni e spese
Professione
Fisco: i nuovi limiti per detrazioni e spese
I professionisti medici e odontoiatri con la denuncia dei redditi in scadenza a settembre/ottobre di quest'anno hanno iniziato e inizieranno a vedere gli effetti del riassetto del sistema delle detrazioni d'imposta.
Assistente infermiere, Nursing Up ricorre al Consiglio di Stato. Ma il fronte resta diviso
Professione
Assistente infermiere, Nursing Up ricorre al Consiglio di Stato. Ma il fronte resta diviso
Dopo la bocciatura del Tar, De Palma annuncia l'appello contro la nuova figura. NurSind e FNOPI difendono invece il modello: "È un supporto, non sostituisce l'infermiere"
Semestre aperto di Medicina: come funzionano esami, graduatoria e immatricolazione
Professione
Semestre aperto di Medicina: come funzionano esami, graduatoria e immatricolazione
Dalle lezioni obbligatorie ai due appelli invernali, fino agli scorrimenti e all'assegnazione dei corsi affini: ecco le tappe del percorso che porta all'accesso
Medicina, 62mila studenti al via. Ma la sfida per il SSN viene dopo
Professione
Medicina, 62mila studenti al via. Ma la sfida per il SSN viene dopo
Parte il semestre aperto per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Aumentano i posti, ma carenze e concorsi deserti mostrano che accessi all'università e personale disponibile non coincidono

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.