
Quasi 179 milioni di europei consumano prodotti a base di tabacco o nicotina e ogni anno nell’Unione Europea si registrano circa 700mila decessi correlati al fumo. Numeri che riportano il tabagismo al centro dell’agenda sanitaria internazionale e che hanno aperto a Milano la European Conference on Tobacco or Health (ECToH) 2026, il principale appuntamento continentale dedicato alla prevenzione del tabacco.
Per la prima volta ospitato in Italia e organizzato da LILT, il congresso ruota attorno a un obiettivo preciso: creare “Nicotine-Free Spaces for Healthier Cities”, cioè città progettate per essere libere non solo dal fumo tradizionale, ma anche dagli aerosol generati da sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato.
Secondo gli organizzatori, la trasformazione degli spazi urbani rappresenta oggi una priorità di salute pubblica. La proposta prevede un’estensione progressiva delle aree smoke-free: scuole, parchi, fermate del trasporto pubblico, strade e luoghi condivisi dovrebbero diventare ambienti totalmente privi di nicotina.
“Le città devono diventare ecosistemi che favoriscono salute e benessere”, ha spiegato Juha Pekka Turunen, presidente delle European Cancer Leagues. “La diffusione dei nuovi prodotti contenenti nicotina rende necessario un aggiornamento delle politiche di controllo”.
A preoccupare è anche la situazione italiana. Secondo la Tobacco Control Scale, il nostro Paese è sceso dal 18° al 32° posto in Europa in appena quattro anni, evidenziando un rallentamento nelle strategie di contrasto al tabagismo. Tra i principali punti critici figurano la pubblicità ancora consentita per e-cigarette e prodotti a tabacco riscaldato e la possibilità di utilizzarli in diversi ambienti indoor, inclusi locali pubblici e luoghi di lavoro.
Gli esperti sottolineano come la dipendenza da nicotina abbia cambiato forma. Se in passato l’attenzione era rivolta soprattutto alle sigarette tradizionali, oggi il fenomeno riguarda una pluralità di dispositivi che vengono spesso percepiti come meno rischiosi, soprattutto dai giovani. Una convinzione che, secondo i promotori del congresso, rischia di ostacolare gli obiettivi di prevenzione fissati dall’Unione Europea e dall’OMS.
Nel mirino anche le strategie dell’industria del tabacco. Secondo gli specialisti, la narrazione del cosiddetto “futuro smoke-free” promossa dalle multinazionali rischia di mascherare una continuità della dipendenza nicotinica attraverso nuovi prodotti commercializzati come alternative a basso rischio.
Tra i temi centrali dell’evento anche la tutela delle fasce più vulnerabili, il contrasto all’iniziazione precoce al fumo e il supporto alla cessazione. “La prevenzione non significa solo informazione sanitaria, ma costruzione di ambienti favorevoli alla salute”, ha dichiarato Francesco Schittulli, presidente nazionale LILT. “Occorre rafforzare educazione, counseling e percorsi di supporto per aiutare le persone a liberarsi dalla dipendenza”.
L’obiettivo europeo resta quello indicato dal Piano europeo contro il cancro: arrivare entro il 2040 a una “Tobacco-Free Generation”, riducendo drasticamente il consumo di nicotina nelle nuove generazioni.




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