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Dopo il tumore al seno, dieta mediterranea e camminata migliorano peso e metabolismo riducendo il rischio cardiovascolare

Oncologia Redazione Pazienti | 05/06/2026 09:47

Presentato all’Asco 2026 lo studio italiano che evidenzia l’impatto di alimentazione, attività fisica e vitamina D sulla salute delle donne operate

Ritrovare l’equilibrio dopo la malattia

"Lo stile di vita non è un elemento accessorio della cura oncologica, ma parte integrante del percorso terapeutico". Con queste parole Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare del Pascale di Napoli commenta lo studio presentato all’Asco 2026 e di cui è primo autore, che dimostra quanto le buone pratiche di vita quotidiana possano incidere sulla salute a lungo termine delle donne già operate.

Dopo un tumore al seno, prendersi cura del proprio corpo resta fondamentale. Non si tratta solo di controlli e terapie, ma anche di singole scelte quotidiane concrete che permettono di migliorare peso, glicemia e benessere generale, i cui "benefici osservati sul metabolismo e sulla salute cardiovascolare possono avere un impatto importante sulla qualità di vita di queste pazienti".

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Dieta, movimento e vitamina D: una strategia semplice

Lo studio, coordinato dall’Istituto Pascale di Napoli, ha coinvolto 492 donne con tumore al seno in fase iniziale, seguite in diversi centri oncologici italiani. Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: uno con indicazioni generiche su alimentazione e attività fisica e l’altro inserito in un programma strutturato con dieta mediterranea a basso indice glicemico e almeno 30 minuti di camminata veloce al giorno. In entrambi i casi è stata prevista anche l’assunzione di vitamina D.  Interventi semplici, accessibili e sostenibili nella vita di tutti i giorni.

Meno peso e glicemia sotto controllo

Dopo quasi tre anni di osservazione, i risultati hanno mostrato differenze chiare sul piano metabolico. Nel gruppo che ha seguito il programma più completo la perdita di peso media è stata di circa 3 chili (contro 1,7 nel gruppo di controllo). Inoltre, sono migliorati anche l’indice di massa corporea e i livelli di glicemia.

Un dato ancora più significativo riguarda la sindrome metabolica, una condizione che aumenta il rischio cardiovascolare: la sua presenza si è ridotta del 65% nel gruppo più attivo, rispetto al 34% dell’altro gruppo.

I risultati

Dopo la guarigione da un tumore al seno, molte donne devono fare i conti con effetti a lungo termine legati anche alle terapie, come aumento di peso, problemi metabolici e rischio cardiovascolare. Ecco perché intervenire su questi aspetti può avere un impatto concreto sulla qualità della vita.

Sul fronte delle recidive, i dati complessivi non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi. Tuttavia, emerge un segnale interessante: tra le donne che hanno seguito con maggiore costanza il programma, in particolare quelle con tumori ormono-responsivi, si osserva una riduzione del rischio di recidiva fino al 76%.

Si tratta di risultati ancora preliminari, che dovranno essere confermati da ulteriori studi, ma che rafforzano un messaggio importante: lo stile di vita potrebbe avere un ruolo anche nella prevenzione delle ricadute.

Piccole abitudini, grandi benefici

Il dato forse più rilevante è che non servono interventi complessi o costosi per ottenere vantaggi concreti. Dieta mediterranea, attività fisica quotidiana e un adeguato apporto di vitamina D rappresentano strumenti alla portata di molte persone, integrabili nelle abitudini quotidiane in maniera facile. Secondo i ricercatori, proprio la semplicità e la sostenibilità di questo approccio potrebbero favorirne l’inserimento nei percorsi di cura per le donne operate di tumore al seno.

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