
Al congresso europeo di Londra l’Italia guida la classifica per numero di contributi scientifici presentati e si conferma tra i Paesi più influenti nell’innovazione reumatologica.
L’Italia rafforza il proprio ruolo sulla scena scientifica internazionale della reumatologia. Al congresso EULAR 2026, il principale appuntamento europeo dedicato alle malattie reumatiche e muscoloscheletriche, il nostro Paese si distingue come primo al mondo per numero di abstract presentati e accettati, consolidando una posizione di leadership costruita negli ultimi anni grazie alla crescente qualità della ricerca clinica e traslazionale.
La manifestazione, in corso a Londra fino al 6 giugno, riunisce migliaia di specialisti provenienti da oltre 80 nazioni. Tra gli argomenti al centro del dibattito figurano le nuove strategie terapeutiche per le malattie autoimmuni sistemiche, l’evoluzione delle terapie biologiche e delle small molecules, l’applicazione dell’intelligenza artificiale nella diagnosi precoce e le evidenze generate dagli studi real world su artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, spondiloartriti e vasculiti.
Secondo i dati ufficiali del congresso, l’Italia partecipa con 299 contributi scientifici presentati da relatori italiani, superando Stati Uniti e Cina, rispettivamente fermi a 289 e 282. Anche per numero di ricercatori che hanno inviato lavori scientifici, il Paese occupa le posizioni di vertice, preceduto soltanto dagli Stati Uniti e superando persino il Regno Unito, sede dell’evento.
Particolarmente rilevante è il risultato ottenuto nelle sessioni dedicate alle presentazioni orali, considerate il riconoscimento più prestigioso per gli studi giudicati maggiormente innovativi e con il più elevato potenziale di impatto sulla pratica clinica. La ricerca italiana ha conquistato 33 oral presentation, posizionandosi tra le migliori realtà internazionali e precedendo nazioni tradizionalmente protagoniste della reumatologia mondiale come Francia, Paesi Bassi e Regno Unito.
A rafforzare il peso della delegazione italiana contribuisce inoltre la selezione di 128 lavori per le sessioni “poster tour” e “poster view”, spazi riservati ai progetti ritenuti di particolare interesse scientifico.
Il risultato evidenzia la capacità della rete reumatologica nazionale di produrre evidenze di elevata qualità attraverso la collaborazione tra università, ospedali, istituti di ricerca e centri specialistici distribuiti sul territorio. Un modello che ha consentito alla comunità scientifica italiana di affermarsi come interlocutore autorevole nei principali ambiti della disciplina, dalla ricerca di base allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici.
Al di là dei numeri, il dato più significativo riguarda il riconoscimento ottenuto dagli organismi internazionali di valutazione scientifica. L’elevata percentuale di lavori selezionati per le sessioni più competitive del congresso testimonia infatti la solidità metodologica e la rilevanza clinica della produzione italiana.
La performance registrata a EULAR 2026 conferma così il ruolo dell’Italia tra i principali motori dell’innovazione reumatologica globale, con una ricerca sempre più capace di contribuire all’evoluzione delle conoscenze e al miglioramento della gestione delle patologie reumatiche.
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