
Bilancio positivo a un anno dal lancio del programma “Un impegno per la salute 2025-2027”. Tra i risultati ottenuti l’ampliamento dello screening mammografico e il sostegno ai test molecolari per il tumore al seno metastatico. Ora l’attenzione si sposta sugli obiettivi del 2026.
A un anno dalla presentazione del Manifesto “Un impegno per la salute 2025-2027”, la Fondazione IncontraDonna traccia un primo bilancio delle azioni avviate e rilancia le priorità per il futuro dell’oncologia in Italia. Durante un incontro ospitato dalla Fondazione Roma, istituzioni, clinici, associazioni di pazienti e stakeholder del sistema sanitario hanno fatto il punto sui risultati raggiunti e sulle sfide ancora aperte per garantire un accesso più uniforme alla prevenzione e alle cure oncologiche.
Tra i traguardi evidenziati figurano l’estensione dello screening mammografico alle donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni e l’istituzione di un fondo dedicato ai test molecolari ESR1 per le pazienti con carcinoma mammario metastatico. Risultati che, secondo i promotori del Manifesto, testimoniano la capacità del dialogo tra associazioni, comunità scientifica e decisori politici di tradursi in interventi concreti.
L’iniziativa, nata come strumento di patient advocacy, mira a promuovere un approccio più equo e personalizzato alla salute, favorendo l’appropriatezza dei percorsi assistenziali e una presa in carico efficace lungo tutto il percorso di cura. L’aggiornamento delle priorità per il 2026 pone l’attenzione su temi strategici quali l’attuazione delle misure oncologiche previste dalla Legge di Bilancio, il potenziamento dei programmi di screening, l’accesso alla medicina di precisione, la genetica oncologica, la nutrizione nei percorsi terapeutici e il consolidamento dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) nelle neoplasie ginecologiche.
Particolare attenzione è stata dedicata al carcinoma mammario, che continua a rappresentare il tumore più frequente nella popolazione femminile italiana, con oltre 53 mila nuove diagnosi ogni anno. Accanto al tumore della mammella, anche le neoplasie ginecologiche, tra cui quelle dell’ovaio, dell’utero e della cervice uterina, richiedono strategie sempre più orientate alla diagnosi precoce e all’impiego di strumenti innovativi come la profilazione molecolare e la genetica oncologica.
Tra i temi emersi durante il confronto vi è anche la necessità di ridurre le disuguaglianze territoriali che ancora limitano l’accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici. L’obiettivo indicato dai partecipanti è garantire a tutte le donne, indipendentemente dalla regione di residenza, le stesse opportunità di prevenzione, diagnosi e trattamento.
Dal Ministero della Salute è arrivata la conferma dell’impegno a rafforzare le politiche di prevenzione e a consolidare la collaborazione con le associazioni dei pazienti. In questo contesto, il Manifesto di IncontraDonna viene considerato uno strumento utile per mantenere alta l’attenzione sulle priorità della salute pubblica e favorire il confronto tra tutti gli attori coinvolti.
La sfida per i prossimi anni sarà trasformare l’innovazione scientifica in un beneficio reale e diffuso, superando le disparità organizzative e socioeconomiche che ancora condizionano l’accesso alle cure oncologiche nel Paese. Un percorso che punta a rendere la personalizzazione della medicina e della presa in carico una realtà accessibile a tutti i pazienti.
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