
Dall’attività fisica all’alimentazione, un progetto pilota punta a ridurre i rischi e colmare le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione
Rendere concrete le strategie preventive, soprattutto nei contesti sociali più fragili, dove l’adesione agli screening e ai comportamenti salutari resta ancora limitata. È l’obietto del progetto promosso dall’Associazione per la Lotta ai Tumori del Seno (ALTS) e presentato al Comune di Napoli.
Avvicinare la prevenzione alle persone
Nonostante i progressi in ambito diagnostico e terapeutico, molte donne non adottano ancora le strategie più efficaci per ridurre il rischio di tumore al seno. Da questa evidenza nasce un progetto definito innovativo e capillare, già selezionato tra le migliori proposte del bando "Semi di bene", promosso dal Centro servizi per il volontariato di Napoli insieme a UniCredit. L’idea è agire prima della malattia, lavorando sui comportamenti quotidiani e rendendo la prevenzione parte integrante della vita di comunità. Un approccio che guarda non solo alla salute individuale, ma anche alle condizioni sociali che spesso influenzano l’accesso alle cure.
Il ruolo degli stili di vita nella riduzione del rischio
Il progetto si fonda su evidenze scientifiche consolidate: una corretta alimentazione e l’attività fisica regolare possono ridurre di oltre il 40% il rischio di sviluppare il tumore al seno, secondo indicazioni condivise anche dall’Organizzazione mondiale della sanità e da International Agency for Research on Cancer. Da qui la scelta di un approccio integrato alla prevenzione primaria, che non si limita all’informazione ma propone azioni concrete: programmi di allenamento, camminate e ciclismo con trainer qualificati, laboratori di educazione alimentare e incontri con nutrizionisti specializzati.
La sfida nei territori fragili
Uno dei nodi centrali affrontati dal progetto è quello delle disuguaglianze. "Siamo davanti a una sfida enorme che riguarda una delle malattie più diffuse – ha detto il sindaco, Gaetano Manfredi – questo rapporto forte tra le istituzioni e le associazioni di volontariato rappresenta un supporto fondamentale. Oggi esistono molte disuguaglianze: spesso la prevenzione è legata al livello di reddito o di istruzione e per questo, soprattutto nei quartieri più fragili, il tema della salute è determinante. Lavorare sulla cultura della prevenzione e portare il bisogno di salute vicino alle persone rappresenta l’unica strada per realizzare un cambiamento". L’obiettivo è quindi superare le barriere economiche e culturali, portando strumenti e informazioni nei contesti dove sono meno diffusi.
I numeri del tumore al seno in Italia
Il quadro epidemiologico conferma l’urgenza di investire sulla prevenzione. "Ogni anno, in Italia, 58 mila donne si ammalano di tumore al seno – ha evidenziato il presidente dell’ALTS, Giuseppe D’Aiuto – ma grazie alle terapie, ai protocolli e alla diagnosi precoce, la percentuale di guarigione è aumentata fino all’85%, forse il miglior dato in Europa, ma è fondamentale incoraggiare maggiormente le donne a effettuare prevenzione". Numeri che raccontano un doppio binario: da un lato i progressi della medicina, dall’altro la necessità di rafforzare l’adesione ai percorsi preventivi.
Un modello replicabile di prevenzione territoriale
"Benessere donna in movimento" si propone come un modello pilota regionale, il primo promosso da un’associazione di volontariato con un approccio strutturato alla prevenzione e basato sugli stili di vita. La combinazione tra attività fisica, educazione alimentare e coinvolgimento della comunità rappresenta il focus dell’iniziativa: trasformare le raccomandazioni scientifiche in abitudini quotidiane, rendendo la prevenzione accessibile, praticabile e condivisa.
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