
Firmato un protocollo triennale tra Aifa e Società Chimica Italiana. Otto le aree di collaborazione, dall'AI applicata alla ricerca farmaceutica alla medicina di precisione.
L'Agenzia Italiana del Farmaco e la Società Chimica Italiana hanno sottoscritto un protocollo d'intesa triennale che punta a rafforzare la collaborazione tra ricerca scientifica e regolazione farmaceutica. L'accordo, il primo formalizzato tra le due istituzioni, individua otto aree di lavoro considerate strategiche per l'innovazione del settore, con particolare attenzione all'intelligenza artificiale applicata alla ricerca, al riposizionamento dei farmaci e alla medicina di precisione.
"Mettere in dialogo le competenze della comunità scientifica con l'esperienza dell'autorità regolatoria significa lavorare a un sistema dell'innovazione farmaceutica più solido", ha dichiarato il presidente della Società Chimica Italiana, Luigi Mondello.
Per il presidente dell'Aifa, Robert Nisticò, l'intesa rappresenta "un'importante occasione per rafforzare il confronto tra ricerca scientifica e mondo del farmaco" e per sviluppare riflessioni condivise sulle principali sfide che accompagneranno l'evoluzione del settore nei prossimi anni.
L'intelligenza artificiale applicata alla scoperta di nuovi farmaci
Tra gli ambiti di collaborazione individuati dal protocollo figura l'utilizzo di piattaforme digitali basate su intelligenza artificiale per supportare la ricerca farmaceutica.
L'obiettivo è utilizzare strumenti computazionali avanzati per individuare e selezionare più rapidamente nuove molecole candidate, ottimizzando le fasi iniziali dello sviluppo di un farmaco. Le stesse tecnologie consentono inoltre di prevedere alcune caratteristiche di efficacia e sicurezza già nelle prime fasi della ricerca, contribuendo a rendere più efficiente il percorso di sviluppo.
Si tratta di applicazioni che riguardano la ricerca preclinica e la progettazione di nuovi farmaci, un settore in cui la capacità di analizzare grandi quantità di dati biologici e chimici rappresenta un fattore sempre più rilevante.
Nuove indicazioni terapeutiche per farmaci già esistenti
Un'altra area di interesse riguarda il cosiddetto riposizionamento dei farmaci, ossia la ricerca di nuove indicazioni terapeutiche per molecole già autorizzate.
L'approccio consente di valorizzare conoscenze e dati clinici già disponibili, riducendo tempi, costi e incertezze rispetto allo sviluppo di farmaci completamente nuovi. Per questo motivo il riposizionamento viene considerato uno degli strumenti più promettenti per rispondere più rapidamente a bisogni terapeutici ancora insoddisfatti.
Il microbioma entra nella ricerca farmacologica
L'accordo dedica inoltre spazio alla farmacomicrobiomica, disciplina che studia le interazioni tra microbiota e farmaci.
Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno infatti mostrato come la composizione del microbiota intestinale possa influenzare l'assorbimento, l'efficacia e la tollerabilità di numerose terapie. Comprendere questi meccanismi potrebbe contribuire allo sviluppo di trattamenti sempre più personalizzati e alla definizione di strategie terapeutiche calibrate sulle caratteristiche biologiche del singolo paziente.
Innovazione, sostenibilità e formazione
Tra gli altri temi previsti dal protocollo figurano la sostenibilità ambientale dei farmaci, con particolare attenzione ai residui farmaceutici e al loro impatto sugli ecosistemi, la medicina di genere e la formazione delle nuove generazioni di ricercatori.
Sono previsti infatti programmi dedicati ai giovani studiosi, con percorsi focalizzati sulle nuove tecnologie e sulle competenze richieste dall'evoluzione della ricerca farmaceutica.
L'intesa sarà sviluppata attraverso attività congiunte di studio, confronto e approfondimento scientifico. Un primo momento di verifica dei risultati è previsto per settembre, in occasione del National Meeting on Medicinal Chemistry di Messina, dove Aifa e Società Chimica Italiana presenteranno le prime iniziative avviate nell'ambito della collaborazione.
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