
Approvato l'atto di indirizzo per il rinnovo dell'ACN della medicina generale. Prevista attività nelle Case di Comunità fino a 6 ore settimanali e apertura del confronto sul contratto 2025-2027.
Le Regioni accelerano sul percorso che dovrebbe consentire alle Case di Comunità di diventare operative entro la scadenza del 30 giugno fissata dal PNRR. Il Comitato di settore Regioni-Sanità della Conferenza delle Regioni ha approvato l'atto di indirizzo propedeutico al rinnovo dell'Accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale, individuando nella contrattazione la strada per definire il ruolo dei medici di famiglia nelle nuove strutture territoriali.
La decisione arriva dopo settimane di confronto tra Governo, Regioni e rappresentanze professionali e sembra confermare una direzione precisa: privilegiare il negoziato rispetto a un intervento normativo diretto, più volte evocato nelle scorse settimane come possibile soluzione in caso di mancato accordo.
Fino a 6 ore settimanali nelle Case di Comunità
L'atto di indirizzo prevede l'obbligo per i medici di medicina generale di svolgere attività nelle Case di Comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali per 48 settimane l’anno. Secondo quanto spiegato dalla Conferenza delle Regioni, il nuovo impegno si aggiungerà, in via residuale, agli obblighi già previsti per i medici a rapporto orario chiamati a garantire la copertura dei turni notturni, festivi e prefestivi quando richiesto dalle Aziende sanitarie.
Saranno le singole Aziende a definire il fabbisogno locale e a distribuire i carichi di attività tra i professionisti, garantendo comunque la presenza di almeno un medico in ciascuna Casa di Comunità. "Dopo le positive interlocuzioni con il Ministero della Salute, oggi proponiamo una soluzione di ragionevolezza scegliendo il canale della contrattazione per assicurare che il target PNRR della Missione 6 sia raggiunto pienamente e in collaborazione con tutti gli attori coinvolti", ha dichiarato Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità.
Prima le Case di Comunità, poi il contratto
L'aspetto più interessante dell'atto approvato dalle Regioni è però un altro, anche agli occhi degli osservatori. Il documento non si limita infatti a disciplinare il contributo richiesto ai medici di famiglia per rendere operative le Case di Comunità, ma collega esplicitamente questa fase all'apertura immediata del confronto sul rinnovo complessivo dell'Accordo collettivo nazionale della medicina generale per il triennio 2025-2027.
Una volta definito l'accordo sulle Case di Comunità, spiegano le Regioni, partirà infatti il negoziato sul nuovo contratto, con l'obiettivo di arrivare a un atto di indirizzo complessivo entro il 30 settembre. Si tratta di una scelta che appare difficilmente casuale. La medicina generale rappresenta infatti uno degli snodi fondamentali della riforma territoriale prevista dal PNRR e il coinvolgimento dei medici di famiglia è considerato essenziale per centrare gli obiettivi fissati dall'Unione europea.
Un segnale politico alla categoria
La decisione delle Regioni può essere letta anche come un segnale politico rivolto alla categoria. Negli ultimi mesi numerosi comparti del sistema sanitario hanno denunciato ritardi nei rinnovi contrattuali o difficoltà nell'apertura dei tavoli negoziali, con situazioni di ritardo decisamente più datate. In questo contesto, la scelta di collegare l'accordo sulle Case di Comunità all'avvio del confronto sul nuovo ACN della medicina generale appare come il riconoscimento del ruolo strategico che i medici di famiglia sono chiamati a svolgere nella nuova organizzazione dell'assistenza territoriale.
Dopo settimane caratterizzate da dichiarazioni, prese di posizione sindacali e dall'ipotesi di un possibile intervento normativo, il confronto sembra dunque spostarsi sul terreno della contrattazione. Una strada che nelle intenzioni delle Regioni dovrebbe consentire di raggiungere l'obiettivo del 30 giugno senza alimentare ulteriori tensioni con una categoria considerata centrale per il funzionamento delle future Case di Comunità.
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