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Case di Comunità, SMI-FVM: "No al trasferimento d'ufficio dei dirigenti medici"

Sanità pubblica Redazione politico sanitaria | 17/06/2026 10:31

Il sindacato interviene nel dibattito sulle Case di Comunità e avverte le Regioni: i dirigenti medici e sanitari non possono essere spostati dagli ospedali alle nuove strutture territoriali con disposizioni unilaterali.

Mentre prosegue il confronto nazionale sull'operatività delle Case di Comunità e sul coinvolgimento delle diverse figure professionali, arriva una presa di posizione della Federazione Veterinari e Medici (FVM) e del Sindacato Medici Italiani (SMI) sul possibile impiego dei dirigenti medici e sanitari nelle nuove strutture territoriali. Secondo quanto riferito da Fabiola Fini, vicepresidente FVM e vice segretario nazionale SMI, da alcune realtà regionali sarebbero emerse ipotesi di utilizzo del personale ospedaliero attraverso piani di lavoro, disposizioni organizzative o ordini di servizio finalizzati a garantire l'operatività delle Case di Comunità.

"Non rientra nel contratto della dirigenza"

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"Vogliamo dirlo subito: se questo accadesse non rientrerebbe nel contratto nazionale dell'Area della Dirigenza Medica e Sanitaria e si prefiggerebbe come un atto contro la legge", afferma Fini. Secondo il sindacato, l'attività nelle Case di Comunità deve essere disciplinata nell'ambito del contratto della medicina generale e non può essere garantita attraverso lo spostamento d'ufficio dei dirigenti medici e sanitari attualmente impegnati nelle strutture ospedaliere.

"La aziende sanitarie locali non possono trasferire d'ufficio i medici ospedalieri e i dirigenti sanitari dai reparti agli ambulatori delle Case di Comunità per coprire la carenza di personale", prosegue la nota.

Il tema degli organici

Per SMI-FVM, un eventuale utilizzo improprio del personale ospedaliero rischierebbe inoltre di aggravare le difficoltà già presenti negli ospedali. Secondo il sindacato, gli organici della dirigenza medica e sanitaria sono già sottoposti a forti pressioni a causa delle carenze di personale e delle limitazioni alle assunzioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

"La Sezione SMI-FVM Area Dirigenza Medica e Sanitaria è impegnata in tutte le regioni a vigilare affinché non si verifichino queste illegittimità e a denunciare i casi di abuso", afferma Fini.

La richiesta di confronto sindacale

L'organizzazione chiede che l'eventuale impiego dei dirigenti medici e sanitari nelle nuove strutture territoriali sia oggetto di confronto con le rappresentanze sindacali e non venga deciso unilateralmente dalle aziende sanitarie. "Occorre concertare con le forze sindacali l'utilizzo del personale della dirigenza medica e sanitaria e non agire d'imperio. È inaccettabile che si scarichino le difficoltà del sistema sui lavoratori e sui medici".

Nel documento il sindacato collega inoltre il tema delle Case di Comunità alla trattativa per il rinnovo del contratto dell'Area della Dirigenza Medica e Sanitaria, chiedendo interventi sul carico di lavoro, sul precariato e sulle retribuzioni. Infine, viene ribadita la richiesta di superare i tetti di spesa per il personale sanitario, ritenuti tra le principali cause delle difficoltà organizzative che interessano il Servizio sanitario nazionale.

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