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Prontuario farmaceutico, confronto aperto tra Farmindustria e AIFA sul futuro dell'innovazione

Cattani chiede che le scelte restino guidate dal valore terapeutico e critica il payback. Nisticò difende la revisione del prontuario come strumento necessario per garantire sostenibilità e appropriatezza.
Farmaci

La revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale si conferma uno dei temi più delicati del dibattito sanitario. Da una parte Farmindustria chiede che le decisioni continuino a essere guidate dal valore terapeutico e dall'innovazione. Dall'altra Aifa rivendica la necessità di aggiornare gli strumenti di governo della spesa per tenere il passo con una medicina sempre più complessa e personalizzata.

Il confronto è emerso con chiarezza proprio in queste ore, attraverso gli interventi in parallelo del presidente di Farmindustria Marcello Cattani e del presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Robert Nisticò.

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Farmindustria: "L'innovazione non può essere appiattita"

Per Farmindustria il primo elemento di preoccupazione riguarda il percorso di revisione del prontuario avviato dall’Aifa. Secondo Cattani, il rischio è che la ricerca di risparmi possa portare a considerare equivalenti farmaci che, pur condividendo indicazioni terapeutiche simili, presentano caratteristiche cliniche differenti e rispondono alle esigenze di pazienti diversi. "La personalizzazione delle cure è una delle grandi conquiste della medicina moderna", ha affermato il presidente di Farmindustria, sostenendo la necessità che le decisioni restino ancorate alla valutazione scientifica e al valore terapeutico dei trattamenti.

L'associazione chiede inoltre una revisione del sistema di payback farmaceutico, che nel 2025 ha raggiunto circa 2,4 miliardi di euro. Per le imprese si tratta di un elemento di incertezza che rischia di ridurre l'attrattività del Paese e che, nel contesto internazionale, può essere interpretato come una riduzione indiretta dei prezzi dei medicinali.

Aifa: "La medicina è cambiata, devono cambiare anche gli strumenti"

La posizione dell'Aifa muove da presupposti in parte differenti. In un intervento pubblicato sul Sole 24 Ore, Robert Nisticò ha sottolineato come la revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale non rappresenti un semplice aggiornamento amministrativo, ma una risposta alla crescente complessità della medicina contemporanea.

Secondo il presidente dell'Agenzia, il modello tradizionale basato sulle categorie terapeutiche omogenee fatica a descrivere una realtà caratterizzata da farmaci sempre più mirati, destinati a specifiche sottopopolazioni di pazienti e collocati in linee terapeutiche altamente personalizzate. In questo contesto, sostiene Nisticò, diventa indispensabile rafforzare la capacità di valutazione delle autorità regolatorie e dotarle di competenze e risorse adeguate per affrontare decisioni sempre più complesse.

Una sfida che va oltre la spesa

A ben vedere, il confronto non riguarda soltanto il contenimento dei costi. Sia Farmindustria sia Aifa riconoscono che la medicina di precisione, le terapie avanzate e l'innovazione farmacologica stanno trasformando profondamente il sistema sanitario. La differenza tra i punti di vista riguarda piuttosto il modo in cui questa trasformazione deve essere governata.

Le imprese chiedono che il valore dell'innovazione venga riconosciuto e adeguatamente remunerato. Il regolatore richiama invece la necessità di valutare innovazione, appropriatezza e sostenibilità all'interno di un sistema sanitario pubblico chiamato a garantire l'accesso universale alle cure.

Tra personalizzazione e sostenibilità

Il confronto sul prontuario fotografa una tensione destinata ad accompagnare la sanità dei prossimi anni. Più la medicina diventa personalizzata, più aumenta la difficoltà di classificare, confrontare e valutare le terapie secondo schemi tradizionali. Allo stesso tempo, l'arrivo continuo di nuovi farmaci e l'invecchiamento della popolazione rendono inevitabile una riflessione sulla sostenibilità del sistema.

Per questo la revisione del prontuario non rappresenta soltanto una questione tecnica. È uno dei luoghi nei quali si misurerà la capacità del Servizio sanitario nazionale di trovare un equilibrio tra accesso all'innovazione, sostenibilità economica e diritto alla cura.

Farmaci
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