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Tumore della mammella triplo negativo metastatico: l’Europa apre all’uso di sacituzumab govitecan in prima linea

La Commissione Europea approva l’anticorpo farmaco-coniugato come trattamento iniziale per le pazienti con carcinoma mammario triplo negativo metastatico non candidabili all’immunoterapia anti PD-(L)1.
Oncologia

Il tumore della mammella triplo negativo rappresenta circa il 10-15% di tutte le diagnosi di carcinoma mammario e si distingue per l’assenza dei recettori per estrogeni, progesterone e HER2. Questa caratteristica limita significativamente le possibilità terapeutiche rispetto ad altri sottotipi di tumore mammario.

La malattia colpisce frequentemente donne più giovani e presenta una maggiore tendenza alla recidiva precoce e alla diffusione metastatica. Le prospettive di sopravvivenza restano inferiori rispetto ad altri carcinomi mammari avanzati, rendendo necessario lo sviluppo di strategie terapeutiche più efficaci.

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I risultati dello studio ASCENT-03

L’autorizzazione europea si basa sui dati dello studio registrativo di fase III ASCENT-03, che ha confrontato sacituzumab govitecan con la chemioterapia standard nelle pazienti con carcinoma mammario triplo negativo metastatico non candidabili all’immunoterapia.

L’analisi ha evidenziato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione (PFS), con una riduzione del 38% del rischio di progressione della malattia o decesso rispetto ai trattamenti convenzionali. Lo studio è stato progettato con un modello crossover che ha consentito alle pazienti inizialmente trattate con chemioterapia di ricevere successivamente l’ADC in caso di progressione, rafforzando ulteriormente il valore clinico dei risultati osservati.

Come agisce l’ADC anti Trop-2

Sacituzumab govitecan appartiene alla classe degli anticorpi farmaco-coniugati, molecole che combinano la selettività di un anticorpo monoclonale con l’azione citotossica di un agente chemioterapico.

Il farmaco riconosce Trop-2, una proteina espressa in oltre il 90% dei tumori mammari, e veicola direttamente all’interno delle cellule tumorali SN-38, potente inibitore della topoisomerasi I. Questo meccanismo consente di colpire in maniera mirata sia le cellule neoplastiche sia il microambiente tumorale circostante.

Verso un nuovo standard terapeutico

L’approvazione riguarda tutti i Paesi dell’Unione Europea, oltre a Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Parallelamente prosegue la valutazione regolatoria della combinazione tra sacituzumab govitecan e pembrolizumab nelle pazienti con espressione di PD-L1 positiva.

Se le ulteriori evidenze confermeranno i risultati attuali, l’ADC potrebbe consolidarsi come elemento centrale nel trattamento di prima linea del carcinoma mammario triplo negativo metastatico, ampliando in modo significativo le opzioni terapeutiche disponibili per una popolazione caratterizzata da un elevato bisogno clinico ancora insoddisfatto.

Oncologia
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