
L’iniziativa nasce dalla necessità di analizzare in modo sistematico l’impiego del plasma negli ospedali italiani, con particolare attenzione alle situazioni in cui l’utilizzo potrebbe non essere pienamente aderente alle indicazioni previste dalle linee guida cliniche. Secondo la letteratura scientifica, infatti, in alcuni contesti il plasma viene ancora impiegato laddove potrebbero essere disponibili opzioni terapeutiche alternative più mirate, con possibili ricadute sull’appropriatezza delle cure e sulla gestione delle risorse.
Il plasma rappresenta una risorsa strategica per il sistema sanitario, non solo per il suo utilizzo diretto in ambito trasfusionale ma anche perché costituisce la materia prima per la produzione di farmaci plasmaderivati essenziali. In Italia, tuttavia, la disponibilità di plasma e derivati non è sempre sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale, rendendo necessario il ricorso ad approvvigionamenti dall’estero.
In questo contesto, UniCamillus avrà il compito di sviluppare il percorso formativo destinato ai professionisti sanitari coinvolti nella prescrizione e nella gestione delle trasfusioni. L’obiettivo è tradurre le evidenze scientifiche in strumenti pratici per la clinica quotidiana, attraverso linee di indirizzo, materiali informativi, webinar e programmi di aggiornamento continuo.
L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia orientata alla sicurezza del paziente e alla promozione di pratiche assistenziali basate sulle evidenze. La formazione rappresenta infatti uno degli elementi chiave per favorire decisioni terapeutiche appropriate, ridurre i rischi associati alle trasfusioni non necessarie e ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili.
Oltre alla componente educativa, PETRA punta a raccogliere dati provenienti dai centri partecipanti per definire indicatori condivisi di appropriatezza nell’uso del plasma. I risultati consentiranno di sviluppare sistemi di monitoraggio e strumenti di valutazione utili a supportare le decisioni cliniche e organizzative.
Il progetto coinvolge alcune tra le principali realtà ospedaliere italiane, tra cui l’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, l’Azienda USL di Bologna, il Policlinico di Bari e l’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo. Un network multidisciplinare che mira a promuovere standard omogenei sul territorio nazionale, in linea con le più recenti normative europee sui prodotti di origine umana (SoHO) e con i principi della medicina personalizzata e della sicurezza trasfusionale.




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