
Mare, piscina e voli: perché l’estate mette a rischio l’udito
Durante la stagione estiva il condotto uditivo è sottoposto a numerose sollecitazioni. L’esposizione ripetuta ad acqua di mare o di piscina, il cloro, la salsedine, il sudore e gli sbalzi di pressione durante i voli o le immersioni possono alterare il delicato equilibrio dell’orecchio e favorire l’insorgenza di disturbi.
Secondo gli specialisti, una corretta prevenzione inizia da semplici comportamenti quotidiani. Una pulizia eccessiva del condotto uditivo, ad esempio con l’utilizzo frequente di cotton fioc, può compromettere le naturali difese della pelle e aumentare il rischio di dermatiti, eczemi e infezioni.
Per chi viaggia in aereo o pratica attività subacquee è inoltre fondamentale verificare che la compensazione della pressione avvenga senza difficoltà. Raffreddore, sinusite o rinite allergica possono ostacolare questo meccanismo e aumentare il rischio di barotrauma; in questi casi è preferibile rimandare il volo o l’immersione.
Le patologie più frequenti durante le vacanze
Tra i disturbi più comuni dell’estate figura l’otite esterna, conosciuta anche come "otite del nuotatore". Non è provocata semplicemente dall’acqua rimasta nell’orecchio, ma da un’alterazione della barriera cutanea del condotto uditivo che facilita infezioni batteriche o fungine.
Anche dermatiti ed eczemi tendono a riacutizzarsi per effetto dell’umidità, del cloro e della salsedine. Un altro problema ricorrente è rappresentato dai tappi di cerume: il contatto con l’acqua può farne aumentare il volume fino a provocare una sensazione improvvisa di orecchio chiuso e riduzione dell’udito.
Nei viaggiatori e nei subacquei restano infine frequenti i barotraumi dell’orecchio medio e dei seni paranasali, legati alle variazioni di pressione.
Quando rivolgersi allo specialista
Il dolore auricolare non ha sempre la stessa origine. Se compare dopo una giornata di mare o piscina può essere legato a un’infiammazione del condotto uditivo, mentre dopo un volo o un’immersione può indicare una difficoltà di compensazione.
Quando il dolore persiste o si associa a ipoacusia, acufeni, secrezioni, vertigini o febbre, è consigliabile sottoporsi rapidamente a una visita otorinolaringoiatrica. Una diagnosi precoce permette nella maggior parte dei casi di risolvere il problema con trattamenti mirati e ridurre il rischio di complicanze.
Gli errori da evitare
Gli specialisti invitano a non introdurre oggetti nel condotto uditivo per tentare di alleviare il fastidio. Cotton fioc, forcine e altri strumenti possono aggravare l'infiammazione, provocare microlesioni o spingere più in profondità eventuali accumuli di cerume.
Anche l'impiego di gocce auricolari senza una valutazione medica può risultare inappropriato, soprattutto se non è stata esclusa una lesione della membrana timpanica. In presenza di dolore dopo un volo o un’immersione è inoltre opportuno sospendere temporaneamente le attività che comportano ulteriori variazioni di pressione fino alla valutazione specialistica.



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