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Fabbisogno formativo, più posti a Medicina e per i biologi. Calano gli infermieri

La bozza di Accordo per il 2026-2027 prevede complessivamente 84.196 posti. Medicina sale a 20.842, mentre diminuisce di 810 unità il fabbisogno per la formazione di base degli infermieri. Forte aumento per i biologi
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Aumenta il fabbisogno complessivo di professionisti sanitari da formare, ma con differenze significative tra le diverse categorie. Per l’anno accademico 2026-2027 la bozza di Accordo predisposta dal ministero della Salute e trasmessa alle Regioni prevede complessivamente 84.196 posti, 1.452 in più rispetto agli 82.744 dell’anno precedente.

A crescere sono soprattutto Medicina e, in misura ancora più consistente, il fabbisogno di biologi. Diminuiscono invece i posti indicati per l’area infermieristica, nonostante la carenza di professionisti continui a rappresentare una delle principali difficoltà del Servizio sanitario nazionale. Il documento dovrà ora essere esaminato e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.

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Medicina sale a 20.842 posti

Per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina, Veterinaria e Odontoiatria il fabbisogno complessivo raggiunge 24.174 posti, 1.009 in più rispetto all’anno precedente. La quota maggiore riguarda Medicina, per la quale sono previsti 20.842 posti, con un incremento di 595 unità.

Prosegue quindi la crescita degli accessi alla formazione medica, al centro negli ultimi anni del confronto sulla programmazione del personale sanitario e sulla capacità del sistema formativo di rispondere alle future necessità del Ssn.

Meno posti per la formazione infermieristica

La tendenza opposta riguarda l’area infermieristica, per la quale il fabbisogno complessivo scende a 34.222 posti, 1.097 in meno rispetto all’anno precedente. Per la formazione di base degli infermieri sono indicati 25.479 posti, contro i 26.289 del 2025-2026, con una riduzione di 810 unità. Diminuiscono anche i posti per la formazione magistrale dell’area infermieristica e ostetrica, che passano da 7.456 a 7.072, e quelli per gli infermieri pediatrici, da 264 a 257. Aumenta invece il fabbisogno per Ostetricia, che raggiunge 1.414 posti.

Il calo del fabbisogno formativo infermieristico arriva in una fase caratterizzata dalla difficoltà di reperire professionisti e dalla perdita di attrattività dei corsi di laurea. Per l’anno accademico 2025-2026, secondo i dati recentemente richiamati dalla Fondazione Gimbe, il numero delle domande di accesso a Infermieristica è risultato inferiore ai posti disponibili.

Forte aumento del fabbisogno di biologi

La variazione più consistente riguarda i corsi di laurea magistrale per farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi. Complessivamente i posti salgono da 3.292 a 4.929. L’aumento è determinato soprattutto dai biologi, per i quali il fabbisogno passa dai 1.246 posti dell’anno precedente a 2.673, con una crescita di 1.427 unità.

Restano invece confermati 1.500 posti per i farmacisti. Per Chimica il fabbisogno è fissato a 469 posti e per Fisica a 287, mentre non vengono indicati posti per Psicologia.

Riabilitazione in crescita, calano le professioni tecnico-diagnostiche

Per l’area della riabilitazione sono previsti 11.049 posti, 97 in più rispetto all’anno precedente. Tra le professioni maggiormente rappresentate figurano i fisioterapisti, con 3.150 posti, e gli educatori professionali, con 2.235. Scende invece a 7.127 posti il fabbisogno dell’area tecnico-diagnostica e tecnico-assistenziale, 200 in meno rispetto al 2025-2026. I numeri maggiori riguardano i tecnici di laboratorio biomedico, con 1.521 posti, e i tecnici di radiologia medica, con 1.468.

Sostanzialmente stabile, infine, l’area della prevenzione, che raggiunge 2.695 posti. Di questi, 1.009 riguardano i tecnici della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro.

La bozza fotografa così una programmazione in crescita nel suo complesso, ma con andamenti molto diversi tra le professioni. Una differenza particolarmente evidente tra l’ulteriore aumento dei posti a Medicina e la riduzione del fabbisogno indicato per Infermieristica, mentre proprio la disponibilità di personale continua a rappresentare uno dei principali problemi per la tenuta del sistema sanitario.

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