
Una richiesta di visita domiciliare non implica sempre che il medico debba recarsi al domicilio del paziente. In alcuni casi la visita rappresenta la risposta più appropriata, in altri il problema può essere gestito in ambulatorio. Esistono però situazioni nelle quali attendere il medico di famiglia significa perdere tempo prezioso: sono quelle che richiedono l'attivazione immediata del sistema dell'emergenza-urgenza.
Quando non bisogna aspettare il medico
Il medico di medicina generale rappresenta il primo riferimento sanitario per la maggior parte dei cittadini, ma non sostituisce il sistema dell'emergenza territoriale.
Una grave difficoltà respiratoria, un dolore toracico persistente, una perdita di coscienza, la comparsa improvvisa di deficit neurologici o altri quadri clinici compatibili con un'emergenza richiedono l'attivazione immediata del 112/118, senza attendere una visita domiciliare.
La visita domiciliare resta uno strumento fondamentale
Molte richieste riguardano invece condizioni acute che richiedono una valutazione rapida ma non l'intervento del sistema di emergenza.
È il caso, ad esempio, del peggioramento di una patologia cronica, della febbre elevata in un paziente fragile o di situazioni nelle quali le condizioni cliniche impediscono di raggiungere l'ambulatorio, ma non configurano un'emergenza tempo-dipendente. In questi casi la visita domiciliare mantiene pienamente la propria funzione assistenziale.
Due servizi, due funzioni diverse
Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare la medicina generale e il sistema dell'emergenza come servizi alternativi.
In realtà rispondono a bisogni differenti e ciò deve essere ben chiaro ai cittadini assistiti. Il medico di medicina generale assicura la continuità delle cure e la presa in carico del paziente, mentre il 112/118 interviene quando è necessario un trattamento immediato o un trasporto urgente in ospedale. Confondere questi due livelli assistenziali può ritardare l'accesso alle cure più appropriate.
Un equivoco che può avere conseguenze
Nella pratica quotidiana capita che i familiari preferiscano chiamare il medico di famiglia anche davanti a sintomi potenzialmente gravi, nella convinzione che una visita domiciliare rappresenti comunque il primo passaggio.
È un equivoco che può allungare inutilmente i tempi di intervento nelle emergenze tempo-dipendenti. Sapere quando rivolgersi al medico di medicina generale e quando, invece, attivare immediatamente il sistema di emergenza costituisce parte integrante di un uso appropriato dei servizi sanitari. E il medico di medicina generale non deve trascurare questo specifico aspetto di indirizzo ed educazione dell’assistito, per evitare accessi impropri ai servizi di urgenza o sottovalutazioni di sintomi che possono esprimere patologie da trattare con immediatezza.




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