
Le oltre 1.200 Case di comunità operative annunciate nei giorni scorsi dal ministro della Salute Orazio Schillaci rappresentano un passaggio importante per lo sviluppo della sanità territoriale, ma la loro piena operatività richiede un rafforzamento del personale infermieristico. È la posizione dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica (Enpapi), che stima un fabbisogno di almeno 10mila infermieri di famiglia e di comunità ancora mancanti e propone di valorizzare il contributo dei liberi professionisti.
La proposta: coinvolgere i liberi professionisti
Secondo il presidente dell'Enpapi, Luigi Baldini, il reclutamento tradizionale non sarà sufficiente a coprire il fabbisogno richiesto dalla riorganizzazione dell'assistenza territoriale. Per questo l'Ente propone la contrattualizzazione degli infermieri liberi professionisti attraverso modelli organizzativi che garantiscano continuità assistenziale, qualità delle prestazioni e l'applicazione dell'equo compenso.
"Le oltre 1.200 Case di Comunità operative annunciate dal ministro Schillaci rappresentano un passo importante per la riorganizzazione dell'assistenza territoriale. Ma per farle funzionare ora servono gli infermieri di famiglia e comunità", afferma Baldini.
Il modello indicato da Enpapi
A sostegno della proposta, l'Enpapi richiama l'esperienza sviluppata con Peralba Health Care, nella quale gli infermieri liberi professionisti operano attraverso rapporti contrattuali che, secondo l'Ente, garantiscono trasparenza, adeguata remunerazione e integrazione con i servizi territoriali.
Per Baldini questo modello dimostrerebbe come sia possibile coniugare flessibilità organizzativa, sostenibilità del sistema e valorizzazione della professione, contribuendo anche a ridurre il ricorso ai cosiddetti "gettonisti".
Una platea di oltre 30mila professionisti
Secondo l'Enpapi, gli infermieri liberi professionisti iscritti sono oltre 30mila e rappresentano una risorsa già disponibile sul territorio che potrebbe contribuire ad accelerare la piena operatività delle Case di comunità.
"L'obiettivo è mettere rapidamente a disposizione del Servizio sanitario nazionale competenze già presenti, senza attendere tempi incompatibili con i bisogni assistenziali della popolazione", sostiene l'Ente.
Il tema resta quello del personale
La proposta dell'Enpapi si inserisce nel più ampio dibattito sull'attuazione della riforma dell'assistenza territoriale prevista dal Pnrr. Se da un lato procede l'attivazione delle Case di comunità, dall'altro resta aperta la questione del personale necessario a renderle pienamente operative.
Secondo l'Ente previdenziale, il coinvolgimento degli infermieri liberi professionisti potrebbe rappresentare una delle possibili soluzioni per ridurre il divario tra gli obiettivi organizzativi della riforma e le risorse professionali oggi disponibili.




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