
Una malattia sottovalutata ma in costante crescita
La MASH è caratterizzata dall'accumulo di grasso nel fegato accompagnato da infiammazione e danno cellulare. L'assenza di sintomi nelle fasi iniziali rende particolarmente difficile una diagnosi tempestiva, favorendo la progressione verso stadi avanzati della malattia.
Secondo i dati presentati durante l'incontro, in Italia circa 5.000 pazienti si trovano già in una fase di fibrosi moderata o avanzata, di cui circa 2.000 presentano fibrosi avanzata, la condizione maggiormente associata al rischio di evoluzione verso la cirrosi.
La fibrosi avanzata rappresenta il principale fattore prognostico
Gli esperti sottolineano come la fibrosi avanzata costituisca il principale elemento predittivo della progressione della malattia. Nei pazienti che raggiungono questo stadio il tempo medio di evoluzione verso la cirrosi è di appena due o tre anni, mentre il rischio di sviluppare eventi epatici maggiori aumenta fino a 17 volte rispetto ai soggetti privi di fibrosi.
"L'individuazione precoce della fibrosi avanzata rappresenta la chiave per modificare la storia naturale della malattia", ha spiegato Luca Miele, ricercatore di Medicina Interna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell'ambulatorio dedicato alla steatosi epatica presso la Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS di Roma. Secondo lo specialista è fondamentale sviluppare percorsi multidisciplinari che coinvolgano medici di medicina generale, specialisti ed epatologi.
Diagnosi precoce per ridurre il peso sul Servizio sanitario
L'impatto della MASH cresce parallelamente alla gravità della fibrosi. Nel 2021 i costi sanitari e sociali della malattia sono stati stimati in circa 1,3 miliardi di euro, una cifra destinata più che raddoppiare nei prossimi quindici anni se non verranno potenziati gli strumenti di diagnosi e presa in carico.
Durante il confronto è stato evidenziato il ruolo dei test diagnostici non invasivi (NITs), sempre più importanti nell'identificazione precoce dei pazienti a rischio e nell'avvio tempestivo di percorsi specialistici.
Per Salvatore Petta, professore ordinario di Gastroenterologia all'Università degli Studi di Palermo, è necessario rafforzare lo screening mirato e garantire un accesso più uniforme ai centri specializzati, così da intercettare i pazienti prima che sviluppino complicanze irreversibili.
Il ruolo dei pazienti e delle istituzioni
Un altro tema centrale dell'incontro ha riguardato la limitata consapevolezza della popolazione sulla gravità della MASH. Molti pazienti, infatti, tendono a sottovalutare la patologia proprio perché nelle prime fasi decorre senza sintomi evidenti.
Secondo Massimiliano Conforti, presidente di EpaC ETS, è necessario aumentare l'informazione e riconoscere la MASH come una priorità di salute pubblica, favorendone l'inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza per assicurare un accesso omogeneo ai percorsi di diagnosi e cura.
Un approccio multidisciplinare per cambiare la gestione della malattia
L'evento ha evidenziato la necessità di un cambio di paradigma nella gestione della MASH, puntando su diagnosi precoce, percorsi diagnostico-terapeutici strutturati e collaborazione tra medicina territoriale, specialisti, associazioni dei pazienti e istituzioni.
Come ha ricordato Bernard Kilbaine, Vice President & General Manager di Madrigal Pharmaceuticals Italy, intervenire prima della comparsa delle complicanze irreversibili rappresenta oggi l'obiettivo principale della ricerca e dell'innovazione terapeutica, in un'ottica di gestione sempre più precoce e integrata della malattia.



Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.