|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Biopsia liquida in oncoematologia: verso una nuova era della diagnostica e del monitoraggio di precisione.

Oncologia
Ematologia

Abstract


La biopsia liquida sta emergendo come uno strumento sempre più rilevante nella gestione delle neoplasie ematologiche, grazie alla capacità di fornire informazioni biologiche e genomiche attraverso l’analisi di biomarcatori circolanti quali ctDNA, microRNA ed esosomi. Oltre a ridurre il ricorso a procedure invasive, questa tecnologia consente il monitoraggio dinamico della malattia, la valutazione della risposta terapeutica e l’identificazione precoce della malattia residua minima. Sebbene persistano criticità legate alla standardizzazione metodologica, le evidenze disponibili indicano un ruolo crescente della biopsia liquida nell’ambito dell’oncoematologia di precisione.

pubblicità


Negli ultimi anni la biopsia liquida si è affermata come una delle innovazioni più promettenti nell’ambito dell’oncologia e dell’ematologia. La possibilità di ottenere informazioni biologiche e molecolari sul tumore attraverso un semplice prelievo di sangue rappresenta infatti un cambiamento significativo rispetto ai tradizionali approcci diagnostici basati sulla biopsia tissutale o osteomidollare.

Una recente revisione pubblicata sull’Asia-Pacific Journal of Clinical Oncology ha analizzato lo stato dell’arte delle principali applicazioni della biopsia liquida nelle neoplasie ematologiche, evidenziandone potenzialità, limiti e prospettive future.

L’interesse verso questa tecnologia deriva dalla necessità di superare alcune criticità delle metodiche convenzionali. Nelle leucemie, nei linfomi e nel mieloma multiplo, il campionamento del midollo osseo continua a rappresentare il riferimento diagnostico in molte situazioni cliniche, ma è una procedura invasiva, spesso non facilmente ripetibile e potenzialmente incapace di rappresentare l’intera eterogeneità biologica della malattia. La biopsia liquida offre invece la possibilità di monitorare in modo seriale l’evoluzione clonale e la risposta ai trattamenti attraverso l’analisi di biomarcatori rilasciati nel circolo ematico.

Tra i biomarcatori maggiormente studiati figura il DNA tumorale circolante (ctDNA), frammenti di materiale genetico rilasciati dalle cellule neoplastiche che consentono di identificare alterazioni molecolari specifiche, monitorare il carico di malattia e rilevare precocemente fenomeni di resistenza terapeutica. Nelle neoplasie linfoidi, in particolare nel linfoma diffuso a grandi cellule B e nel linfoma di Hodgkin classico, il ctDNA ha mostrato una buona correlazione con la massa tumorale e con l’andamento clinico della patologia. Analogamente, nel mieloma multiplo l’analisi del ctDNA ha dimostrato la capacità di intercettare sottocloni tumorali non sempre rilevabili mediante singolo prelievo midollare, offrendo una visione più completa dell’eterogeneità genomica della malattia.

Un altro ambito di crescente interesse riguarda i microRNA circolanti. Queste piccole molecole regolatrici dell’espressione genica risultano frequentemente alterate nelle neoplasie ematologiche e possono fornire informazioni utili sia dal punto di vista diagnostico sia prognostico. Diverse evidenze suggeriscono che specifici pattern di espressione siano associati alla progressione di malattia, alla sensibilità ai trattamenti e al rischio di recidiva, aprendo prospettive interessanti nell’ambito della stratificazione dei pazienti.

Particolare attenzione è inoltre rivolta agli esosomi, vescicole extracellulari coinvolte nei processi di comunicazione intercellulare. Gli esosomi trasportano proteine, RNA e altre molecole biologicamente attive che riflettono le caratteristiche della cellula di origine. Nel mieloma multiplo e in altre neoplasie ematologiche è stato osservato come tali strutture possano contribuire alla progressione tumorale, alla modulazione del microambiente e allo sviluppo di meccanismi di resistenza terapeutica. La loro caratterizzazione potrebbe quindi fornire nuovi biomarcatori utili sia per il monitoraggio sia per lo sviluppo di future strategie terapeutiche.

Uno dei campi applicativi più rilevanti è rappresentato dal monitoraggio della malattia residua minima (MRD). La crescente disponibilità di tecniche altamente sensibili, tra cui digital PCR e sequenziamento di nuova generazione, consente oggi di identificare quantità estremamente ridotte di materiale tumorale circolante. Questo approccio potrebbe permettere una valutazione più tempestiva della risposta terapeutica e un’identificazione precoce della ricaduta, con potenziali implicazioni nella personalizzazione dei percorsi terapeutici.

Nonostante i risultati incoraggianti, l’integrazione della biopsia liquida nella pratica clinica presenta ancora alcune sfide. Persistono infatti problematiche legate alla standardizzazione delle procedure preanalitiche e analitiche, alla sensibilità dei test nei pazienti con basso carico di malattia e alla necessità di validazioni prospettiche su ampie casistiche. Inoltre, l’eterogeneità biologica delle diverse neoplasie ematologiche rende necessario definire con precisione il ruolo clinico dei singoli biomarcatori nei differenti contesti patologici.

Nel complesso, le evidenze attualmente disponibili indicano che la biopsia liquida è destinata a occupare un ruolo sempre più centrale nell’oncoematologia moderna. Pur non sostituendo nel breve periodo le metodiche diagnostiche tradizionali, essa si configura come uno strumento complementare capace di fornire informazioni dinamiche e ripetibili sulla biologia della malattia. L’evoluzione delle tecnologie di sequenziamento, l’integrazione di biomarcatori multipli e l’applicazione di strumenti di analisi avanzata potrebbero accelerarne ulteriormente l’adozione, contribuendo alla realizzazione di modelli di gestione sempre più orientati alla medicina di precisione.

Referenze: A.-Y. S. A. Y., L. W. Shyn, P. B. J. Xiang, et al. “Liquid Biopsy in Hematologic Malignancies: Advances, Challenges, and Future Directions.” Asia-Pacific Journal of Clinical Oncology (2025): https://doi.org/10.1111/ajco.70038.

Oncologia
Ematologia
Commenti

I Correlati

ESMO GI 2026: biomarcatori, biopsia liquida e nuovi target ridisegnano l’oncologia digestiva
Oncologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Tumori, 15 mesi per le nuove cure. La stretta Usa minaccia l'accesso
Oncologia
Tumori, 15 mesi per le nuove cure. La stretta Usa minaccia l'accesso
L'Italia rende disponibile l'89% dei farmaci oncologici approvati in Europa, ma i ritardi e la politica americana MFN rischiano di frenare l'innovazione.
Tumori di pancreas e colon, scoperta una nuova strategia per contrastare la resistenza ai farmaci
Oncologia
Tumori di pancreas e colon, scoperta una nuova strategia per contrastare la resistenza ai farmaci
Uno studio individua il ruolo di due enzimi che riducono l’efficacia delle terapie anti-Kras. Il bersaglio combinato potrebbe potenziare i trattamenti e aprire nuove prospettive terapeutiche
Tumore polmonare avanzato, il vaccino Tedopi aumenta la sopravvivenza nello studio Combi-TED
Oncologia
Tumore polmonare avanzato, il vaccino Tedopi aumenta la sopravvivenza nello studio Combi-TED
Al congresso ESMO di Madrid saranno presentati i risultati di uno studio di fase 2 sul vaccino peptidico Tedopi nel carcinoma polmonare non a piccole cellule.
Tumore del seno, la prevenzione raggiunge le donne più vulnerabili: oltre 1.600 mammografie grazie a Shield Women
Oncologia
Tumore del seno, la prevenzione raggiunge le donne più vulnerabili: oltre 1.600 mammografie grazie a Shield Women
Dalla rete territoriale di Andos ai percorsi di screening: il progetto ha coinvolto quasi 2.800 donne in condizioni di fragilità, portando all'individuazione di 12 casi attraverso programmi di diagnosi precoce

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.