
Il vaccino antinfluenzale inattivato ad alto dosaggio torna al centro dell’attenzione scientifica per il suo possibile ruolo nella prevenzione degli esiti più gravosi dell’influenza stagionale negli anziani. Una meta-analisi pubblicata su JAMA Network Open ha riunito i dati di 8 trial clinici randomizzati, per un totale di 605.098 partecipanti, confrontando la formulazione high-dose con quella standard-dose negli adulti più avanti con l’età.
L’analisi ha incluso studi condotti in Europa occidentale e Nord America, con popolazioni provenienti dalla comunità, dalle residenze assistenziali e, in un caso, da pazienti con malattia cardiovascolare. Secondo gli autori, il vaccino ad alto dosaggio è risultato associato a una riduzione significativa dei ricoveri per influenza, influenza confermata in laboratorio, polmonite o influenza, patologie cardiorespiratorie e ricoveri per tutte le cause. Nel dettaglio, l’efficacia vaccinale relativa rispetto al vaccino standard è stata del 38,5% per i ricoveri per influenza, del 31,2% per quelli con conferma laboratoristica e dell’11,5% per il composito polmonite o influenza. Più contenuto ma comunque significativo anche il vantaggio sui ricoveri cardiorespiratori, pari al 7,5%, e sui ricoveri per tutte le cause, pari al 3,3%.
Non è invece emersa una riduzione statisticamente significativa della mortalità per tutte le cause, con una stima di efficacia relativa dello 0,9%. Il dato suggerisce che il beneficio del vaccino ad alto dosaggio si concentri soprattutto sulla prevenzione degli eventi che portano all’ospedalizzazione, più che su un impatto documentabile sul rischio di morte complessivo.
Un elemento di rilievo è la coerenza dei risultati nelle analisi per sottogruppi e nelle verifiche di sensibilità. Gli autori segnalano che l’effetto favorevole è apparso nel complesso stabile anche per classi di età e profilo cardiovascolare, pur con una minore precisione statistica nei soggetti più anziani e in alcune sottopopolazioni cliniche.
Lo studio presenta comunque alcuni limiti: possibili small-study effects per alcuni endpoint, peso rilevante dei trial più grandi su alcune stime e una generalizzabilità da interpretare alla luce delle differenze tra stagioni influenzali e contesti assistenziali. Nel complesso, però, la revisione rafforza l’ipotesi che il vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio possa offrire un vantaggio clinicamente rilevante nella protezione degli over 65, fornendo un’ulteriore base di evidenza per orientare raccomandazioni e politiche vaccinali.

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