
Il Ministero della Salute torna a richiamare l'attenzione sulla sicurezza alimentare durante il periodo estivo, puntando questa volta sui rischi legati al consumo di latte non pastorizzato e di altri alimenti crudi o poco cotti. Il messaggio, diffuso attraverso un reel pubblicato sui canali social istituzionali nell'ambito della campagna "Estate in sicurezza", arriva mentre il tema è tornato al centro dell'attenzione pubblica anche in seguito a un recente caso di cronaca che ha riacceso il dibattito sui rischi delle infezioni da STEC nei bambini.
Nel video, la professoressa Marina Vivarelli, responsabile dell'Unità operativa complessa Trials e dell'Unità di ricerca Laboratorio di Nefrologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e componente del Consiglio superiore di sanità, invita le famiglie a evitare il consumo di latte crudo, acqua di provenienza non controllata, carne e pesce non completamente cotti e uova crude o poco cotte, ricordando che nei bambini più piccoli i batteri STEC (Escherichia coli produttori di Shiga tossine) possono provocare la sindrome emolitico-uremica (SEU), principale causa di insufficienza renale in età pediatrica.
Dal reel alle linee guida ministeriali
La campagna di comunicazione richiama i contenuti delle Linee guida per il controllo degli STEC nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati, pubblicate dal Ministero della Salute nel 2025, che affrontano il tema dal punto di vista della prevenzione lungo l'intera filiera produttiva. Il documento è rivolto agli operatori del settore alimentare e alle autorità competenti e raccoglie indicazioni tecniche per ridurre il rischio microbiologico associato ai prodotti ottenuti da latte non pastorizzato.
Le linee guida ricordano che il latte non pastorizzato può essere contaminato accidentalmente da STEC durante la mungitura, senza che gli animali manifestino segni di malattia. In assenza della pastorizzazione, non esiste una singola misura in grado di eliminare il rischio: la sicurezza dipende dall'applicazione combinata di controlli e buone pratiche che coinvolgono tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione.
Controlli, autocontrollo e informazione ai consumatori
Tra le misure indicate figurano il monitoraggio della presenza di STEC negli allevamenti, l'attenzione all'igiene durante la mungitura, il mantenimento della catena del freddo, la validazione dei processi produttivi quando possibile e specifici controlli analitici sulle produzioni che non possono dimostrare l'eliminazione del rischio microbiologico.
Particolare rilievo assume anche l'informazione al consumatore. Le linee guida raccomandano infatti che, nei casi in cui il processo produttivo non consenta di garantire l'eliminazione degli STEC, il prodotto sia accompagnato da indicazioni chiare sui potenziali rischi, così da permettere una scelta consapevole. L'etichettatura informativa rappresenta una misura aggiuntiva di tutela e non sostituisce gli obblighi di controllo previsti per gli operatori del settore alimentare.
L'obiettivo: sicurezza senza penalizzare le produzioni tradizionali
Il documento ministeriale sottolinea che i prodotti ottenuti da latte non pastorizzato rappresentano una componente importante del patrimonio agroalimentare italiano e che la loro produzione risponde anche a esigenze economiche e culturali, soprattutto nelle aree interne e montane. L'obiettivo delle linee guida non è quindi scoraggiarne la produzione o il consumo, ma individuare un equilibrio tra tutela della salute pubblica e valorizzazione delle produzioni tradizionali attraverso un approccio basato sull'analisi del rischio, sull'autocontrollo degli operatori e sull'informazione ai consumatori.



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