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Record di trapianti in Italia: la cultura del dono cresce e si consolida

La generosità degli italiani non si ferma, guidata dal primato del Veneto
Sanità pubblica

«Un sì alla vita»: la visione di Aido

A commentare il risultato è Flavia Petrin, presidente nazionale dell’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (Aido): «si conferma il cuore grande degli italiani. La generosità e lo spirito di altruismo hanno permesso di fare ancora meglio dei risultati già eccezionali del 2024».

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Petrin sottolinea come la scelta di donare rappresenti ormai un atto sempre più radicato nella società italiana: «La donazione di organi, tessuti e cellule è sempre di più una scelta diffusa, espressione di quella cultura del dono che è un valore sempre più importante per le nostre comunità». La presidente ricorda inoltre la dimensione profondamente personale di questa scelta: «La donazione è frutto di un Sì personale, informato, consapevole e, soprattutto, della voglia di contribuire ad aiutare chi, senza trapianto, non avrebbe più possibilità di cura. È, per questo, un Sì alla vita».

Veneto regione virtuosa

Si conferma la più generosa tra le regioni italiane in rapporto alla popolazione. E Valentino Rossin, presidente di Aido Veneto, rimarca con orgoglio il risultato: «avere 49,8 donatori per milione di abitanti ci rende orgogliosi, sentiamo di aver contribuito in maniera importante ai trapianti che sono stati effettuati». Rossin evidenzia il ruolo della rete trapiantologica regionale e il contributo di tanti cittadini che hanno scelto di donare post mortem: «il Veneto si conferma modello virtuoso grazie a un lavoro condiviso e al contributo di numerose persone. Un pensiero speciale va a tutte le persone, e alle loro famiglie, che hanno deciso di aiutare post mortem gli altri, rendendo il trapianto una soluzione effettiva». Alle spalle del Veneto si collocano Toscana (45,6 donatori per milione) ed Emilia-Romagna (42,2).

L’impegno che rafforza il sistema trapiantologico

Sul fronte internazionale, con 29,8 donatori per milione di abitanti l'Italia si conferma seconda tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione, alle spalle della Spagna (51,9) e davanti a Francia (27,6), Regno Unito (20,8) e Germania (11,2). I dati confermano un trend positivo che rafforza la capacità del sistema trapiantologico italiano di offrire opportunità di cura a chi non ne avrebbe altre. La crescita delle donazioni, affermano i vertici di Aido, è il risultato di un lavoro costante di informazione, sensibilizzazione e collaborazione con le strutture sanitarie.

La donazione a cuore fermo traina la crescita

A sostenere l’incremento dell’attività trapiantologica è soprattutto la donazione a cuore fermo: nel 2025 i donatori utilizzati sono stati 428, il 50,7% in più rispetto all’anno precedente, pari al 24,3% del totale dei donatori. Questa modalità ha permesso 897 trapianti (+44,2%), circa il 21% dell'intera attività da donatore deceduto. Segno positivo anche per la donazione da vivente: i donatori sono stati 387 (+5,7%), di cui 364 di rene e 23 di fegato. Nel corso dell'anno sono stati inoltre realizzati quattro trapianti nell'ambito delle catene cross-over ed è stata registrata la decima donazione samaritana mai avvenuta in Italia.

Donatori sempre più anziani

Cresce anche l’età media dei donatori, salita a 64,2 anni contro i 58,8 del 2016. I donatori over 65 sono stati 967, quasi il doppio rispetto ai 488 di dieci anni fa, mentre il donatore più anziano del 2025 aveva 99 anni.

I numeri per organo e i centri di eccellenza

Nel dettaglio, nel 2025 sono stati effettuati 2.367 trapianti di rene, 1.753 di fegato (+1,8%), 451 di cuore (+9,2%), 144 di polmone (-17,2%) e 35 di pancreas. L'ospedale con il maggior numero complessivo di interventi è stato l’Aou Città della Salute e della Scienza di Torino (482), seguito dall'Azienda Ospedaliera di Padova (475) e dal Policlinico di Bari (294). In crescita anche la donazione di tessuti e cellule staminali emopoietiche. Sul fronte dei trapianti di microbiota fecale, dall'avvio del programma nell'aprile 2020 sono stati effettuati 396 trattamenti in nove centri.

Il commento del ministro Schillaci

Sul risultato interviene anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci che definisce questi risultati come una «conferma della forza del sistema trapiantologico italiano e il profondo senso di solidarietà dei nostri cittadini. Continueremo a lavorare e a potenziare le attività di sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani, perché la cultura della donazione diventi parte della nostra identità civile».

Il direttore generale del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin, ringrazia invece i protagonisti di questo risultato ovvero i «donatori e i loro familiari: senza il loro "sì" sarebbe stato impossibile dare una speranza di vita a più di 50.000 pazienti nel nostro Paese».

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