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Batterie a bottone, un rischio sottovalutato: l’allarme dei medici per le pile ingoiate dai bambini

Al Bambino Gesù sei ricoveri in pochi mesi per lesioni all’esofago. Gli specialisti lanciano un appello ai genitori: «anche quando non ci sono sintomi, ogni sospetto di ingestione richiede un intervento immediato»
Pediatria
Prevenzione

Un’emergenza che può colpire senza dare segnali

Nei primi sette mesi del 2026 il Bambino Gesù ha già registrato sette casi di ricovero per batterie rimaste bloccate nell’esofago, contro i due dell’intero anno precedente. Tutti i piccoli pazienti, arrivati a Roma anche da altre regioni, presentavano lesioni importanti e hanno avuto bisogno di cure altamente specialistiche. In alcuni casi è stato necessario il ricovero in terapia intensiva. Il problema più insidioso è che l’ingestione può passare inosservata. Il bambino, infatti, potrebbe non accusare alcun disturbo immediatamente oppure manifestare sintomi poco specifici che possono essere confusi con altre condizioni. È proprio questo ritardo nella diagnosi a rendere la situazione particolarmente pericolosa.

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Perché una batteria può causare danni così gravi

Quando una batteria a bottone resta bloccata nell’esofago, il contatto con i tessuti genera una reazione chimica capace di provocare una rapida ustione della parete esofagea. «L'ingestione rappresenta una vera emergenza tempo-dipendente. Se la batteria rimane bloccata nell’esofago, può provocare lesioni gravissime già nel giro di due ore. Il bambino può anche non presentare sintomi evidenti, mentre il danno ai tessuti può essere già in atto. Per questo, in caso di ingestione certa o anche solo sospetta, è fondamentale recarsi immediatamente in pronto soccorso», spiega Filippo Torroni, responsabile dell’Alta Specializzazione in Endoscopia digestiva d’urgenza dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia e Nutrizione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Le complicanze possono comparire anche dopo la rimozione

Le conseguenze più serie non si limitano al momento dell’incidente. Se il danno ai tessuti si estende, possono verificarsi perforazioni dell’esofago, restringimenti permanenti del canale digestivo e fistole, cioè comunicazioni anomale tra esofago e trachea oppure tra esofago e grandi arterie. In questi casi, possono comparire emorragie gravissime persino giorni o settimane dopo che la batteria è stata rimossa. Proprio per questo gli specialisti sottolineano l’importanza della rapidità di intervento: ogni minuto può fare la differenza nel limitare i danni e prevenire conseguenze potenzialmente fatali. 

I sintomi da non sottovalutare

Di solito nessun adulto assiste all’ingestione. In altre situazioni, il bambino non riesce a spiegare cosa è accaduto. Per questo è importante prestare attenzione ad alcuni segnali che possono comparire all’improvviso: difficoltà a deglutire, salivazione eccessiva, vomito, tosse improvvisa, alterazioni della voce, dolore al torace, dolore addominale. Anche uno solo di questi sintomi, soprattutto nei bambini piccoli, dovrebbe far considerare la possibilità di un corpo estraneo ingerito. 

Cosa fare nell’attesa di arrivare al pronto soccorso

La raccomandazione principale resta quella di raggiungere il punto di soccorso prima possibile. Tuttavia, nei bambini di età superiore a 12 mesi che siano in grado di deglutire e quando si ritiene che l’ingestione sia avvenuta da meno di 12 ore, può essere somministrato del miele: 10 millilitri ogni dieci minuti fino a un massimo di sei dosi. Il miele può contribuire a rallentare l’evoluzione della lesione, ma non sostituisce in alcun modo l’assistenza medica né deve ritardare la corsa in ospedale. Gli esperti sconsigliano inoltre di provocare il vomito o di offrire altri cibi e bevande nel tentativo di facilitare il passaggio della batteria.

Dove si nasconde il rischio in casa

Le batterie a bottone sono presenti in moltissimi oggetti di uso quotidiano: telecomandi, bilance, termometri digitali, orologi, calcolatrici, apparecchi acustici, luci decorative, biglietti musicali, giocattoli e chiavi elettroniche dell’automobile. Per ridurre il rischio è fondamentale verificare che il vano batteria sia protetto da una vite o richieda un attrezzo per essere aperto. Le batterie nuove e usate devono essere conservate lontano dalla vista e dalla portata dei bambini e quelle esaurite vanno smaltite tempestivamente. Le stesse precauzioni dovrebbero essere adottate non solo nella propria abitazione, ma anche nelle case dei nonni, nelle abitazioni di vacanza e in tutti gli ambienti frequentati dai più piccoli.

Numeri che raccontano un fenomeno in crescita

Dal gennaio 2025 il pronto soccorso del Bambino Gesù ha visitato circa 650 bambini che avevano ingerito un corpo estraneo. Nella maggior parte dei casi il materiale è stato espulso spontaneamente, ma sono stati comunque necessari 34 interventi di estrazione endoscopica. Le batterie a bottone rappresentano soltanto una parte degli oggetti ingeriti dai bambini, ma sono responsabili di circa un intervento urgente su tre. Un dato che conferma la loro particolare pericolosità e spiega perché medici e specialisti insistano sull’importanza della prevenzione e del riconoscimento precoce dei casi sospetti.

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