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Dermatite atopica, tre milioni di italiani fanno i conti con prurito e cure a ostacoli

La patologia compromette sonno, relazioni e benessere psicologico, ma non è ancora inclusa nei Lea. Apiafco chiede un codice di esenzione per le forme severe e percorsi assistenziali uniformi in tutte le Regioni
Dermatologia
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Non è soltanto una malattia della pelle. Per chi ne soffre, la dermatite atopica può diventare una presenza costante, che altera il riposo e pesa sulle relazioni rendendo più difficile la vita quotidiana. In Italia riguarda circa milioni di persone, ma l’accesso ai centri specializzati e ai trattamenti continua a cambiare profondamente da una Regione all’altra.

Una patologia diffusa fin dall’infanzia

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In Italia, interessa l’8,1% della popolazione adulta e il 16,5% di quella infantile. Alla base della dermatite atopica vi è una predisposizione genetica associata a una risposta eccessiva del sistema immunitario verso sostanze comuni presenti nell’ambiente, come polvere e pollini. La condizione può inoltre accompagnarsi a rinocongiuntiviti, patologie bronchiali e manifestazioni allergiche verso alcuni alimenti. La malattia esordisce frequentemente durante l’infanzia, interessando soprattutto gomiti, ginocchia, polsi, caviglie, mani, bocca e palpebre. L’alterazione della barriera cutanea, che si manifesta con pelle molto secca, provoca arrossamenti e prurito intenso. Può però comparire anche nell’età adulta, con lesioni localizzate, tra l’altro, su collo, arti e tronco, mentre l’insorgenza tra gli anziani viene indicata come più rara.

Il peso invisibile del prurito

La dermatite atopica ha un andamento ciclico, con periodi di miglioramento alternati a nuove riacutizzazioni. Il suo impatto, tuttavia, non si esaurisce nei segni visibili sulla pelle. Il prurito persistente può alterare il sonno, compromettere il benessere psicologico e incidere sulla vita sociale e sulla produttività lavorativa. «Pur essendo una patologia altamente complessa, la dermatite atopica non è inclusa nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e quindi non esiste un codice di esenzione specifico – sottolinea Valeria Corazza, presidente dell’Associazione psoriasici italiani amici della fondazione Corazza (Apiafco) – «i pazienti devono spesso sostenere personalmente i costi per le cure e le medicazioni. L’accesso ai centri specializzati non è uniforme sul territorio italiano, in molte Regioni mancano percorsi diagnostici specifici e le liste d’attesa sono molto lunghe».

Dai farmaci biologici alle terapie topiche

Al momento non esiste una cura definitiva, ma sono già disponibili, o risultano in fase di studio, diversi trattamenti mirati ai meccanismi dell’infiammazione. Tra questi figurano i farmaci biologici, diretti contro i mediatori coinvolti nella malattia e nel prurito, e i JAK inibitori, che bloccano l’azione delle proteine responsabili dell’attivazione del processo infiammatorio. Il ventaglio terapeutico comprende anche trattamenti topici per le lesioni cutanee, utilizzati soprattutto nei neonati e nei bambini, e la fototerapia. La scelta deve tenere conto delle caratteristiche della malattia e della sua gravità, in un percorso che richiede l’accesso a centri e competenze specialistiche.

L’appello: «Le malattie della pelle entrino nelle politiche sanitarie»

Secondo le stime dell’Equity Group Malattie Croniche della Pelle, elaborate in collaborazione con APIAFCO, circa 15 milioni di italiani, pari al 25% della popolazione, convivono con una malattia cutanea. Di questi, circa sei milioni affrontano quotidianamente una patologia infiammatoria cronica. Tra le condizioni a maggiore incidenza e prevalenza il comunicato indica, oltre alla dermatite atopica, la psoriasi, l’artrite psoriasica, la vitiligine e l’eczema cronico delle mani. Patologie che, denuncia l’associazione, continuano a ricevere uno spazio insufficiente nei programmi sanitari dedicati alla cronicità: «sono troppo spesso dimenticate e sottovalutate, mentre hanno pieno diritto ad avere la stessa dignità delle altre malattie, anche in termini di attenzione istituzionale – ribadisce Corazza –. Il nostro obiettivo è farle riconoscere all’interno delle politiche sanitarie, garantendo un accesso equo alle cure più efficaci e offrendo supporto affinché nessuno debba affrontare da solo il peso della malattia».

Informazione e confronto nella Giornata mondiale

In occasione della Giornata mondiale della dermatite atopica, in programma il 14 settembre 2026, Apiafco promuove il webinar "Dermatite atopica. Diamo voce alla tua pelle", trasmesso in diretta Facebook lunedì 14 settembre dalle 18. All’incontro parteciperanno Valeria Corazza, presidente di Apiafco, e la professoressa Maria Concetta Fargnoli, direttrice scientifica dell’Istituto dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma. L’iniziativa è accompagnata da una serie di pillole divulgative pubblicate su Instagram a partire dal 10 settembre, con informazioni dedicate alla detersione, alla gestione del prurito, all’attività fisica e alle strategie terapeutiche. L’obiettivo è diffondere indicazioni corrette e aumentare la consapevolezza su una malattia infiammatoria cronica ancora troppo spesso ridotta a un semplice problema estetico.

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