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Sanità, Schillaci: "Più fondi in manovra". E difende le Case di Comunità

Il ministro anticipa nuove risorse per personale e prevenzione e punta a uniformare alcune indennità. Sulle Case di Comunità: "Tra cinque anni vedrete che funzioneranno"
Sanità pubblica

Nuove risorse per la sanità nella prossima manovra, con una priorità per personale e prevenzione. Ma anche un intervento sulle retribuzioni dei professionisti e la difesa delle Case di Comunità, proprio mentre una parte della medicina generale contesta l'obbligo delle sei ore settimanali nelle nuove strutture territoriali.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci mette insieme alcuni dei principali dossier aperti per il Servizio sanitario nazionale intervenendo a Roma in occasione di una raccolta straordinaria di sangue. Sullo sfondo ci sono la preparazione della legge di Bilancio, il rinnovo del contratto della dirigenza sanitaria e lo sciopero proclamato dallo Smi per il 15 e 16 settembre.

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"Sicuramente, come è successo negli ultimi anni, i fondi per la sanità ci saranno e io credo che sia importante utilizzarli bene", afferma Schillaci. La direzione indicata dal ministro è quella di "puntare sulla prevenzione e sul personale, cercando di assumere più medici e professionisti".

Personale, Schillaci apre a nuove misure economiche

Il ministro torna così su una delle questioni che accompagneranno la costruzione della prossima manovra. Non soltanto aumentare gli organici, ma rendere economicamente più attrattivo il lavoro nel SSN.

"Dobbiamo pagare meglio gli operatori sanitari", sostiene Schillaci, indicando anche un possibile intervento per rendere più omogeneo il trattamento delle diverse professioni. Il riferimento riguarda, in particolare, le indennità, la tassazione dello straordinario e il lavoro nei pronto soccorso. Su questi aspetti sarebbero già iniziate interlocuzioni con Aran e ministero dell'Economia. "Su questo c'è tutto il mio impegno", assicura il ministro.

Le dichiarazioni arrivano mentre proprio all'Aran prosegue il confronto per il CCNL 2025-2027 dei medici e dei dirigenti sanitari. Cimo-Fesmed ha avvertito nelle ultime ore di essere pronta a non firmare il pre-accordo qualora le prossime bozze non correggano quelli che il presidente Guido Quici ha definito "passi indietro inaccettabili". La Federazione chiede da tempo che la carenza di personale non venga compensata aumentando carichi e disponibilità dei professionisti già in servizio e mantiene aperte anche diverse questioni economiche.

Le parole di Schillaci indicano quindi una disponibilità politica a intervenire sul personale. La misura delle risorse e gli strumenti attraverso i quali verranno distribuite restano però ancora da definire nella manovra e nei tavoli contrattuali.

"Le Case di Comunità funzioneranno"

Il ministro difende anche uno dei principali investimenti della riforma dell'assistenza territoriale. Lo fa rispondendo allo sciopero proclamato dallo Smi per il 15 e 16 settembre, che contesta tra l'altro l'obbligo per i medici di medicina generale di svolgere sei ore settimanali nelle Case di Comunità.

"Nessuno credeva che saremmo riusciti a realizzare le Case di Comunità, e invece le abbiamo fatte", afferma Schillaci. Il giudizio sui risultati, secondo il ministro, richiederà però tempo: "Se ci rivediamo fra due anni o fra cinque anni, vedrete che le Case di Comunità funzioneranno e questo governo avrà il merito di averle aperte".

È una difesa politica dell'impianto costruito con il Pnrr e con la riforma dell'assistenza territoriale, ma arriva mentre il confronto si sta spostando dalla realizzazione delle strutture al loro funzionamento effettivo. Proprio la presenza dei professionisti e l'organizzazione del lavoro nelle Case di Comunità stanno diventando uno dei terreni di maggiore tensione con una parte della medicina generale.

Il messaggio complessivo di Schillaci guarda quindi alla prossima fase. Più risorse, maggiore valorizzazione economica del personale e consolidamento della nuova assistenza territoriale. La manovra dovrà ora tradurre la prima parte dell'impegno in cifre, mentre contratti e confronto con i medici diranno quanto personale e organizzazione riusciranno a sostenere la seconda.

Sanità pubblica
Commenti
VM
Vincenzo Giuseppe Manno
Ministro incompetente e competente solo alle direttive europee, senza un briciolo di personalità.
Rispondi
16/09/2026 08:20
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Negli ultimi trent'anni è stato fatto di tutto per distruggere la figura del medico . Da oggi in poi la salute dei cittadini e in mano alle assicurazioni. Contratti,riforme non serviranno a nulla
Rispondi
11/09/2026 10:28
CP
Carmelo Salvatore Paolo Partinico
Uno scandalo miliardi di euro buttati al vento quando bastava rinforzare le medicine di gruppo integrate con l'avvallo interessato di una sigla sindacale e pienamente d'accordo con il collega
Rispondi
11/09/2026 09:01
PB
Paolo Barone
*asservimento
Rispondi
11/09/2026 07:50
PB
Paolo Barone
Soltanto in Italia poteva succedere di fare i tetti prima di gettare le fondamenta. Grazie all’assorbimento interessato di una sigla sindacale. In Italia esistono e funzionano egregiamente le medicine di gruppo integrate. Sarebbe bastato potenziarle. Avremmo risparmiato l’indicibile, ottenendo egregi risultati. Ma sappiamo bene quali siano le “logiche” che “governano” questo povero paese. Vergogna
Rispondi
11/09/2026 07:49

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Sanità pubblica
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