
Cambiare Paese può significare anche modificare profondamente il proprio rapporto con il cibo. Nuovi prodotti, ritmi quotidiani diversi e difficoltà linguistiche o culturali possono incidere sulle scelte a tavola, aumentando il rischio di sovrappeso, obesità e altre patologie croniche. È questo uno dei messaggi emersi dall'edizione 2026 dell'Obesity Day, che ha dedicato una particolare attenzione alla prevenzione nelle comunità immigrate presenti in Italia.
"La salute parla tutte le lingue"
È stato questo il messaggio scelto per l’edizione 2026 della campagna nazionale di sensibilizzazione promossa dalla Fondazione dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (ADI). L’obiettivo è far conoscere i principi di una corretta alimentazione e di uno stile di vita salutare, superando gli ostacoli che possono rendere meno accessibili le informazioni sulla prevenzione.
L’iniziativa invita inoltre a considerare l’obesità non come un semplice problema estetico, ma come una malattia cronica e un fattore di rischio per numerose patologie. Un approccio particolarmente importante quando le indicazioni sulla salute devono raggiungere persone con lingue, tradizioni alimentari e riferimenti culturali differenti.
Abitudini alimentari trasformate
A fotografare il fenomeno è un questionario online promosso dalla Fondazione ADI e compilato da immigrati residenti su tutto il territorio nazionale. Il 51% degli intervistati ha dichiarato di essere aumentato di peso dopo l’arrivo in Italia, mentre l’82% ha modificato le proprie abitudini alimentari. Il 72% consuma più frequentemente cibi italiani e il 36% mangia raramente, o non mangia più, alimenti appartenenti alla tradizione del Paese d’origine. Secondo i dati raccolti, questi cambiamenti hanno contribuito alla comparsa di sovrappeso e obesità in circa un terzo dei partecipanti.
Una guida che unisce culture diverse
Per aiutare le persone a compiere scelte più consapevoli, al termine del questionario è possibile consultare e scaricare un decalogo e una piramide alimentare transculturale, disponibili in diverse lingue. Gli strumenti sono stati pensati per favorire un’alimentazione più equilibrata e contribuire alla prevenzione del diabete mellito e delle altre malattie croniche non trasmissibili. L’approccio transculturale non chiede di rinunciare alle proprie tradizioni, ma punta a rendere più comprensibili e accessibili le informazioni necessarie per tutelare la salute, valorizzando il dialogo fra differenti modelli alimentari.
Il confronto in diretta
Nell'ambito dell'iniziativa, sulla pagina Facebook @obesitydayadi sono stati proposti approfondimenti dedicati all'alimentazione e agli stili di vita nelle comunità immigrate. L'attenzione si è concentrata anche sulle ricadute della prevenzione sulla salute delle persone, sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e sugli equilibri socioeconomici del Paese. Il questionario e i materiali informativi messi a disposizione dalla campagna restano consultabili sul sito ufficiale dell'Obesity Day.


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