|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Carcinoma del colon dMMR, la FDA approva atezolizumab in adiuvante

La FDA autorizza atezolizumab in combinazione con chemioterapia adiuvante per il carcinoma del colon in stadio III con deficit del sistema di riparazione dei mismatch.
Ricerca

La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l’impiego di Atezolizumab, in associazione a una fluoropirimidina e oxaliplatino, come trattamento adiuvante nei pazienti adulti e pediatrici di almeno 2 anni con carcinoma del colon in stadio III caratterizzato da deficit del sistema di riparazione dei mismatch (dMMR). L’autorizzazione comprende anche una formulazione sottocutanea a base di atezolizumab e ialuronidasi, per adulti e pazienti pediatrici dai 12 anni con peso pari o superiore a 40 kg.

La decisione si basa sullo studio multicentrico randomizzato ATOMIC/ML39057 (NCT02912559), che ha coinvolto 712 pazienti, di cui 711 adulti e un paziente pediatrico, con carcinoma del colon dMMR in stadio III sottoposti a resezione completa del tumore primario, senza evidenza di malattia metastatica.

pubblicità

I partecipanti sono stati assegnati a due gruppi: il primo ha ricevuto atezolizumab in associazione al regime chemioterapico mFOLFOX6 per 12 cicli, seguito da atezolizumab in monoterapia per sei mesi; il secondo ha ricevuto il solo mFOLFOX6 per 12 cicli.

L’endpoint principale di efficacia era la sopravvivenza libera da malattia (DFS), valutata dagli sperimentatori. Il confronto tra i gruppi ha mostrato un hazard ratio di 0,50 (IC 95%: 0,35-0,73; p=0,0001), corrispondente a una riduzione del 50% del rischio relativo di recidiva o di eventi che compromettono la sopravvivenza libera da malattia nel gruppo trattato con atezolizumab più chemioterapia. La mediana della DFS non era stata raggiunta in nessuno dei due gruppi al momento dell’analisi riportata dalla FDA.

Per gli adulti, atezolizumab può essere somministrato per via endovenosa alla dose di 840 mg ogni due settimane, 1.200 mg ogni tre settimane oppure 1.680 mg ogni quattro settimane. Il trattamento in associazione alla chemioterapia è previsto per sei mesi, seguito da altri sei mesi di monoterapia, salvo recidiva o tossicità inaccettabile.

Nei pazienti pediatrici, la dose endovenosa raccomandata è di 10 mg/kg, fino a un massimo di 840 mg ogni due settimane, oppure 15 mg/kg, fino a 1.200 mg ogni tre settimane. Anche in questo caso, l’associazione con la chemioterapia è prevista per sei mesi, seguita dalla monoterapia per altri sei mesi.

La formulazione a base di atezolizumab e ialuronidasiè invece è somministrata per via sottocutanea ogni tre settimane, in un’iniezione da 15 ml contenente 1.875 mg di atezolizumab e 30.000 unità di ialuronidasi. La posologia è prevista per gli adulti e per i pazienti dai 12 anni con peso di almeno 40 kg. La dose per i pazienti pediatrici più piccoli o con peso inferiore a 40 kg non è stata definita.

Le informazioni prescrittive includono avvertenze relative a reazioni avverse immunomediate, reazioni correlate all’infusione, complicanze del trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche e tossicità embrio-fetale.

Ricerca
Commenti

I Correlati

NSCLC resecabile, chemio-immunoterapia prima o dopo l’intervento: quale strada scegliere?
Ricerca
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Febbre nei bambini, un sistema a semaforo per valutare il disagio
Febbre
Febbre nei bambini, un sistema a semaforo per valutare il disagio
Un consenso internazionale Delphi propone una definizione operativa del disagio associato alla febbre nei bambini e un sistema a semaforo per orientarne la valutazione e la gestione.
Tumore del pancreas, perché la vera svolta fa meno rumore dei miracoli
Oncologia
Tumore del pancreas, perché la vera svolta fa meno rumore dei miracoli
Daraxonrasib aumenta la sopravvivenza nei pazienti metastatici. Ma il confronto con Stamina e Di Bella solleva una domanda: conta più la prova scientifica o la narrazione?
Leucemia linfoblastica acuta Ph-positiva, ponatinib e blinatumomab migliorano la sopravvivenza libera da eventi
Ricerca
Leucemia linfoblastica acuta Ph-positiva, ponatinib e blinatumomab migliorano la sopravvivenza libera da eventi
In uno studio di fase 3 pubblicato sul New England Journal of Medicine, la combinazione di ponatinib e blinatumomab ha raggiunto una sopravvivenza libera da eventi a 24 mesi dell’86%, rispetto al 67% osservato con imatinib associato alla chemioterapi
Dolore lombare cronico, un estratto di Cannabis sativa riduce l’intensità del dolore in uno studio di fase 3
Ricerca
Dolore lombare cronico, un estratto di Cannabis sativa riduce l’intensità del dolore in uno studio di fase 3
La gestione del dolore lombare cronico resta complessa e le opzioni farmacologiche disponibili possono offrire benefici limitati. Un trial di fase 3 esplora il potenziale di un estratto standardizzato di Cannabis sativa come alternativa terapeutica.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.