
La manovra entra nella fase delle scelte e per la sanità arriva il momento di misurare le aspettative con le risorse effettivamente disponibili. Dopo aver sostenuto pubblicamente la necessità di rafforzare il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, il ministro della Salute Orazio Schillaci richiama ora l'attenzione sulle compatibilità finanziarie e sulla necessità di individuare le priorità. Non viene meno la richiesta di investire nel sistema pubblico, ma emerge con maggiore chiarezza la consapevolezza che ogni incremento di spesa deve trovare coperture certe. Una posizione che si inserisce nel quadro di prudenza delineato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, mentre restano da definire sia l'ammontare delle risorse aggiuntive sia la loro destinazione.
Intervenendo il 28 ottobre al Forum Salute e innovazione di Roma, Schillaci ha affrontato il tema della spesa sanitaria in rapporto al prodotto interno lordo, rispondendo alle critiche del Partito democratico sull'insufficienza degli stanziamenti. "Il 7% del Pil dedicato alla sanità? Io sono il primo a dire che tendenzialmente con un piano pluriennale si potrebbe arrivare al 7%, l'ho detto almeno tre anni fa", ha affermato. Il ministro ha però aggiunto un elemento essenziale: "Per arrivare al 7% ci vogliono tra i 20 e i 25 miliardi in più. Oltre a dire che si vuole arrivare al 7% del Pil, la correttezza vorrebbe che si dicesse anche dove si trovano le coperture per arrivarci".
Schillaci non mette dunque in discussione il traguardo del 7%, ma richiama la distanza tra un obiettivo di finanziamento pluriennale e la possibilità di realizzarlo attraverso gli stanziamenti di una singola legge di Bilancio. È una distinzione importante anche per valutare il confronto politico: la quantità di risorse ritenuta necessaria per rafforzare il Ssn non coincide necessariamente con quella immediatamente reperibile.
Il confronto sulle risorse e la prudenza del MEF
La posizione del ministro della Salute si accompagna all'attesa per le cifre definitive della manovra. "Sulla manovra, dobbiamo capire il quantum e poi cercheremo di impiegare le risorse nel miglior modo possibile, nell'interesse dei cittadini, soprattutto dei più fragili", ha dichiarato Schillaci a margine del Forum. La definizione dell'ammontare complessivo degli stanziamenti precede dunque la scelta degli interventi da finanziare, in un quadro nel quale personale sanitario, assistenza territoriale e accesso alle cure continuano a rappresentare esigenze rilevanti.
Da parte sua, Giorgetti ha mantenuto un profilo improntato alla cautela. Intervenendo il 27 ottobre, il titolare del MEF ha ricordato che le richieste provenienti dai ministeri, dalle Regioni, dagli enti locali e dalle diverse categorie superano le disponibilità del bilancio pubblico. "Le richieste sono tantissime. Le proposte che arrivano non semplicemente dai partiti, ma dalle categorie e chiaramente anche dalle Regioni e dai Comuni, sono molto al di sopra di quelle che sono le disponibilità di un bilancio che comunque deve tener conto della realtà", ha spiegato.
Il ministro dell'Economia ha quindi chiarito che il Governo dovrà operare una selezione degli interventi: "Certamente non avremo fatto tutto, ma avremo fatto quello che è possibile in questa situazione". Ha inoltre ricordato che la proposta dell'Esecutivo potrà essere modificata durante l'esame parlamentare, anche attraverso una diversa destinazione delle risorse eventualmente individuate. Un margine di intervento che resta possibile, ma che non costituisce una garanzia di finanziamenti aggiuntivi per la sanità.
Fondo sanitario e bonus over 75, la destinazione dei finanziamenti
La questione centrale riguarda non soltanto l'entità delle risorse, ma anche il modo in cui saranno distribuite. Secondo le ipotesi riportate da Quotidiano Sanità, il Fondo sanitario nazionale potrebbe ricevere un incremento di un miliardo di euro già previsto dalla precedente manovra, mentre gli ulteriori 2,4 miliardi indicati nel Documento programmatico di finanza pubblica potrebbero essere indirizzati verso altre misure, tra cui un contributo per le spese sanitarie degli ultrasettantacinquenni e interventi nei comparti farmaceutico e dei dispositivi medici. Si tratta di indiscrezioni ancora da confermare, non di una ripartizione definitiva degli stanziamenti.
La distinzione ha conseguenze concrete. Un aumento del finanziamento ordinario del Ssn rafforza le risorse disponibili per l'organizzazione e l'erogazione dei servizi; un contributo diretto ai cittadini risponde invece a una diversa esigenza di sostegno economico. Le due misure possono concorrere alla tutela della salute, ma non producono gli stessi effetti sui bilanci delle aziende sanitarie e delle Regioni.
Proprio sulla proposta di Forza Italia di introdurre un bonus per gli over 75 destinato a coprire spese sanitarie non già comprese nel Servizio sanitario nazionale, Schillaci ha mantenuto una posizione interlocutoria. "L'ho letto anch'io come voi, adesso vediamo e valutiamo", ha dichiarato il 28 ottobre. Le sue parole non consentono quindi di considerare la misura già definita o concordata con il Ministero della Salute.
Personale e assistenza territoriale restano le priorità
Al di là delle cifre ancora in discussione, Schillaci ha indicato alcune delle esigenze sulle quali ritiene necessario proseguire gli investimenti. Il primo capitolo riguarda il personale sanitario, con la necessità di rendere nuovamente attrattivo il lavoro nel servizio pubblico. "Dobbiamo valorizzare ancora di più il personale che abbiamo e che lavora nel Servizio sanitario nazionale. Dobbiamo soprattutto rendere nuovamente più appetibile lavorare nel Servizio sanitario nazionale", ha sottolineato.
Per il ministro, tuttavia, il problema non si esaurisce nella dimensione retributiva. Le condizioni di lavoro, il peso della burocrazia, le prospettive di carriera e la flessibilità organizzativa contribuiscono a determinare la capacità del Ssn di trattenere e attrarre professionisti. Le risorse economiche restano necessarie, ma devono accompagnarsi a interventi sull'organizzazione del lavoro e sulle opportunità professionali.
L'altra priorità è il rafforzamento dell'assistenza territoriale, anche attraverso il completamento degli investimenti del Pnrr. Schillaci ha richiamato la necessità di rendere operative le nuove strutture: "Dobbiamo rendere pienamente operative le Case della comunità, le strutture territoriali. Non dobbiamo lasciare le Case della comunità come delle scatole vuote". Il riferimento riguarda soprattutto la disponibilità del personale necessario a garantire i servizi, oltre alla realizzazione degli edifici e delle infrastrutture.
È su questi capitoli che la manovra sarà chiamata a misurare la propria capacità di sostenere il funzionamento del sistema sanitario, in una fase caratterizzata dall'invecchiamento della popolazione, dall'aumento dei bisogni assistenziali e dall'introduzione di terapie innovative sempre più impegnative sul piano economico.
Il confronto resta aperto e le cifre definitive dovranno chiarire quanta parte delle disponibilità sarà destinata al Fondo sanitario e quanta ad altri interventi. Per Schillaci, che ha più volte difeso il carattere universalistico del Ssn e la necessità di investire nella sanità pubblica, la questione è ora tradurre le priorità indicate in misure compatibili con le risorse effettivamente stanziate. Sarà questo il principale elemento sul quale valutare le scelte del Governo e il successivo confronto parlamentare.




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