
L’automedicazione responsabile può rappresentare una risorsa per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, soprattutto in un contesto caratterizzato da bisogni assistenziali crescenti e dalla necessità di utilizzare in modo appropriato il tempo dei professionisti sanitari. Lo studio TEHA per Federchimica Assosalute, presentato a Roma nell’ottobre 2026, quantifica in quasi 3 miliardi di euro all’anno i benefici economici e organizzativi potenzialmente associati al comparto.
Secondo le stime dell’analisi, i farmaci di automedicazione, che rappresentano il 13,5% dei volumi della farmaceutica territoriale, consentirebbero di liberare capacità assistenziale equivalente a oltre 91 milioni di visite mediche all’anno, per un valore stimato di circa 1,9 miliardi di euro. Il tempo recuperato potrebbe essere destinato ai pazienti cronici, fragili e con bisogni assistenziali più complessi.
A questo beneficio si aggiungono circa 600 milioni di euro di tempo restituito ai cittadini. Anche l’area dell’emergenza-urgenza potrebbe trarre vantaggio da una gestione più appropriata dei disturbi a bassa complessità: secondo lo studio, un ricorso adeguato all’automedicazione potrebbe evitare quasi un milione di accessi annui al Pronto soccorso, con un risparmio potenziale superiore a 300 milioni di euro.
Si tratta di stime che descrivono la capacità assistenziale e il tempo potenzialmente liberati, non di risparmi automaticamente conseguiti. Il beneficio dipende dall’impiego appropriato dei medicinali e dalla corretta individuazione dei casi che possono essere gestiti senza ricorrere a livelli di assistenza più complessi. Secondo le stime presentate, i farmaci di automedicazione intervengono sul 10,7% del carico di cattiva salute attribuibile a disturbi lievi e diffusi. In assenza di questa possibilità, nel corso della vita gli italiani trascorrerebbero mediamente 4,8 mesi in meno in buona salute.
Il comparto esprime inoltre un valore economico che si estende oltre la vendita dei medicinali. Per le aziende associate ad Assosalute, il valore aggiunto diretto è stimato in circa 350 milioni di euro. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti lungo la filiera, il contributo complessivo raggiunge 1,35 miliardi di euro.
Per valorizzare questo potenziale, lo studio e le indicazioni presentate da Assosalute richiamano l’importanza di promuovere un’automedicazione consapevole e integrata nel percorso di cura. Tra gli ambiti indicati figurano una maggiore alfabetizzazione sanitaria e un dialogo più stretto tra farmacisti e medici, insieme a un’offerta più ampia di medicinali senza obbligo di prescrizione.
Il principio è distinguere i disturbi lievi che possono essere gestiti responsabilmente dalle situazioni che richiedono una valutazione clinica. L’automedicazione non sostituisce quindi l’assistenza professionale, ma può contribuire a orientare ogni bisogno verso la risposta più appropriata, con potenziali ricadute sull’organizzazione dei servizi, sul tempo dei professionisti e sulla sostenibilità del sistema sanitario.

Il CdA dell’Agenzia approva l’accesso al SSN per un farmaco orfano innovativo destinato all’epidermolisi bollosa, un antitumorale, cinque estensioni di indicazione e due medicinali equivalenti.

La determina Aifa quantifica il ripiano dello sfondamento della spesa per acquisti diretti. Pagamenti alle Regioni entro 30 giorni dalla comunicazione.

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Dopo la proposta del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, di escludere prevenzione e farmaci innovativi dai vincoli del Patto di stabilità, il ministro della Salute rilancia sul potenziamento delle risorse dedicate e sulla semplificazione
Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.