
In accordo con l'Associazione per il Policlinico e con la I Clinica ostetrica ginecologica dell'università degli Studi cittadina, il Centro ipertensione dell'Irccs di via Sforza ha allestito una postazione davanti all'entrata dell'ospedale Mangiagalli. Dalle 8 alle 3 gli esperti hanno presieduto la Clinica delle donne, offrendo test gratuiti della pressione, sensibilizzando 'l'altra metà del cielo' all'importanza di limitare l'apporto di sale e dispensando un decalogo on consigli ad hoc. L'ipertensione è la prima causa di malattie cardiovascolari (infarto, ictus, scompenso cardiaco) che in Italia uccidono 240 mila persone all'anno e rappresentano il 40% di tutte le cause di morte. "Nel 20% dei casi", uno su 5, "la pressione alta è direttamente collegata all'abuso di sale nella dieta", spiega Fabio Magrini, direttore dell'Unità operativa di medicina cardiovascolare della Fondazione Policlinico-università Statale di Milano. Un concetto che, secondo lo specialista, va però ricordato "evitando estremismi. Il sale non va eliminato - ammonisce - va semplicemente ridotto". In media, infatti, ogni italiano ne consuma il doppio di quanto serve: "All'incirca 10-15 grammi al giorno, contro 5-6 grammi". E se per invitare i cittadini a recuperare il senso della misura l'ospedale Molinette di Torino lancia una Giornata senza sale, abolendo per 24 ore le saliere dai tavoli del refettorio, Milano opta per una linea più 'soft': "Educare a un consumo più sano". "Gli estremismi vanno evitati - ribadisce Magrini - perché va premesso che all'acqua e al sale la specie umana deve moltissimo".




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