
È storia di tutti i weekend, a Roma come nelle piccole città, quando i consultori sono chiusi e l´unico punto di appoggio per chi ha avuto un rapporto a rischio è il pronto soccorso. Ma anche in settimana le cose non vanno meglio visto che l´onda lunga delle parole del Papa, che invita tutti i cattolici ad astenersi da pratiche che in modo diretto e indiretto hanno a che fare con la tutela della vita, dagli ospedali è arrivata in farmacia. Lontani dall´Europa se si pensa che In Inghilterra viene data senza ricetta, in Francia gratuitamente.
Stefania, 34 anni, ieri si è infatti vista rifiutare la pillola del giorno dopo, prescritta con regolare ricetta dal medico del consultorio, da una farmacia di Fiumicino. «Non è possibile, non è giusto. I farmacisti non possono rifiutarsi, la legge non prevede per loro l´obiezione di coscienza. Secondo la legge devono solo assicurare il farmaco prescritto nel più breve tempo possibile», dice la donna che ha denunciato il titolare ai carabinieri.
Lui, il farmacista sott´accusa, è Piero Uroda, presidente dell´Unione farmacisti cattolici. E dubbi non ne ha. «Per me l´aborto è omicidio e quindi io non do né pillola del giorno dopo ne spirali che considero abortivi. Se mi denunciano risponderò in tribunale, ma non posso fare qualcosa contro la mia coscienza».




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