Ha recuperato la vista, persa da 9 anni per una malattia rara, grazie a un dente.
Una donna americana di 60 anni è tornata vedere dopo un intervento di osteo-odonto-cheratoprotesi, che prevede l'impianto di una cornea artificiale ancorata ad un dente, tecnica messa a punto in Italia da Benedetto Strampelli negli '60 e utilizzata per la prima volta negli Usa. L'operazione è stata realizzata al Bascom Palmer Eye Institute di Miami, in Florida, dalla scuola di medicina dell'università di Miami. La tecnica prevede l'utilizzo di una lamina ricavata dalla radice del dente del paziente, a cui si salda una cornea artificiale, ed è indicato per i pazienti "più a rischio di rigetto in caso di trapianto di cornea", sottolineano dal Bascom Palmer Eye Institute precisando che, in questo caso, è stato utilizzato un canino della paziente.
Lo rivela uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto da Lingyi Liang, dello State Key Laboratory of Ophthalmology, Zhongshan Ophthalmic Center, presso la Sun Yat-sen University nel Guangdong in Cina
L'esperto spiega i cinque principali problemi oculari che possono presentarsi in estate
In Italia 2 mila casi l'anno ma il 50% non risponde alle cure
"Oltre a maculopatia, cataratta e distacco della retina. Per questo motivo va sempre monitorata attentamente"
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
La terapia genica RGX-314 mostra efficacia fino a 4 anni e apre alla possibilità di trattare la maculopatia umida con una sola iniezione intravitreale.
Nuova frontiera delle cure di patologie dell'endotelio corneale
Commenti