La Camera americana dovrebbe votare questa settimana la riforma sanitaria, che secondo gli analisti potrebbe costare ai produttori di farmaci fino a 150 miliardi di dollari in un decennio.
Le misure contenute nella versione attuale dell'Affordable Health Care for America Act alla Camera, illustrata la settimana scorsa dalla speaker Nancy Pelosi includono infatti la richiesta alle aziende di rimborsare i medicinali alle persone incluse nei programmi Medicare e Medicaid e il rafforzamento del potere del governo federale di negoziare i prezzi dei farmaci per Medicare. Le società farmaceutiche hanno a lungo combattuto queste proposte e la Pharmaceutical Research and Manufacturers of America (PhRMA) ha fatto notare che i rimborsi richiesti porterebbero a una diminuzione degli investimenti in ricerca e sviluppo soprattutto nelle malattie geriatriche, come l'Alzheimer e il Parkinson. Unica buona notizia per le aziende pare essere quella della possibile protezione commerciale di 12 anni sui farmaci biologici.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.
Dopo Farmindustria, anche le aziende dei farmaci fuori brevetto intervengono sui trend della spesa. “Equivalenti e biosimilari essenziali per la sostenibilità del Ssn”.
Lucia Aleotti interviene sul Testo Unico della legislazione farmaceutica: accesso uniforme, meno burocrazia e maggiore autonomia europea sui principi attivi.
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