
"Fortunatamente - spiega Benini - l'utilizzo degli oppioidi per trattare il dolore severo del bambino, quello del dopo intervento chirurgico, è ormai una pratica che comincia a prendere piede in tutte le strutture ospedaliere". Per Benini, infatti è fondamentale ricordare che "anche il bambino sente dolore e anche lui deve essere preservato". Perché soffre di più. "Il neonato - aggiunge - a parità di stimolo sente più male, per un meccanismo di gestione del dolore: 'ha le porte più aperte'". Inoltre "il dolore del primo periodo della vita ha un effetto maggiore, quindi è più deleterio rispetto alle età successive. E lascia sempre un segno. Si pensi che la soglia del dolore dell'adulto dipende da come è stato trattato il dolore da piccoli", spiega l'esperta.




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