
E' la fotografia sulla condizione di salute degli italiani scattata dalla relazione sullo stato sanitario del paese, messa a punto dal ministero della Salute e presentata a Roma. Dallo studio emerge che circa il 61% della popolazione italiana si considera in buona salute, con una spiccata propensione al pessimismo per il genere femminile, nonostante più di una persona su 10 si trovi a dover convivere con almeno una patologia cronica. Ma il vero dato dolente che viene fuori dalla relazione è quello inerente alla gestione degli stili di vita, su tutti l'inattività fisica, il fumo e l'alcol, e che investe di diritto i comportamenti individuali. Basti pensare che i decessi dovuti all'inattività fisica sono pari al 5% del totale, il che significa 28 mila morti l'anno, e che sono 3,1 gli anni di vita in buona salute persi per invalidità e morte prematura. Senza contare che le stime attribuiscono al fumo da tabacco, in Italia, dalle 70.000 alle 83.000 morti l'anno.
- SI VIVE PIU' A LUNGO: Negli ultimi anni è aumentata l'attesa di vita; si è passati infatti da una speranza di circa 74 anni per gli uomini e di 80 per le donne nei primi anni '90 a 78,4 e 84 anni, rispettivamente per gli uomini e per le donne. La Campania è la regione più svantaggiata in termini di mortalità, le Marche la più virtuosa.
- PIGRIZIA E FUMO I MALI ITALIANI: La Pigrizia, il fumo e l'abuso di alcol rappresentano fattori di rischio sui quali intervenire a livello di prevenzione. Nel primo caso, infatti, l'inattività fisica contribuisce in maniera rilevante al 5% del totale dei decessi (circa 28 mila persone l'anno), mentre nel secondo i dati indicano che sono attribuibili al fumo da tabacco, in Italia, dalle 70.




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