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La frattura di polso: quando optare per il gesso!

Ortopedia

La frattura di polso:
quando optare per l’apparecchio gessato!

di Giuseppe Internullo
Specialista in Chirurgia della Mano, Università di Modena
 

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Per molto tempo le fratture di polso sono state trattate con sufficienza, quasi come si trattasse di una patologia di minor interesse. In linea di massima, si tendeva a immobilizzare la parte lesa in posizioni estreme, scatenando così, in discreta percentuali di casi, algodistrofie riflesse, sindromi canalicolari e talora vere e proprie sindromi canalicolari e talora vere e proprie sindromi compartimentali, oppure si utilizzavano immobilizzazioni che non ripristinavano le corrette inclinazioni delle superfici, con esito in gravi deviazioni assiali.

Le società ortopediche e di chirurgia della mano hanno approfondito notevolmente le esperienze sulle diverse opzioni terapeutiche adottabili come l’apparecchio gessato o l’intervento. L’approccio con apparecchio gessato, va riservato alle fratture composte e a quelle stabili alla riduzione incruenta e al controllo radiografico effettuato dopo 7 e 14 giorni. La contenzione con apparecchio gessato braccio-metacarpale trova indicazione per le fratture scomposte o per quelle meno stabili, mentre il guanto gessato è indicato solo per le fratture parcellari, composte o estremamente stabili: il tempo di immobilizzazione è di 30-35 giorni. Quindi ai colleghi medici di famiglia ricordo di far sempre eseguire due controlli radiografici come sopra indicato. Non esiste un trattamento univoco per le fratture di polso. Compito dell’ortopedico è quindi quello di adattare alla frattura le proprie esperienze e i mezzi di sintesi disponibili presso il proprio reparto e di possedere l’elasticità mentale e la capacità di passare, se occorre, da una metodica all’altra. Le fratture del polso devono essere affrontate senza accontentarsi del risultato. La miglior ricostruzione articolare di solito rappresenta la condizione di base per poter raggiungere buoni risultati e deve essere perseguita per quanto possibile. Alcune complicanze (rigidità articolare, algodistrofia riflessa, comparsa a distanza di sindromi canalicolari) non sempre possono essere evitate, anche con il miglior trattamento, ma certamente una cattiva riduzione o l’impiego di un mezzo di sintesi incongruo ne facilitano l’insorgenza. Per maggiori informazioni su questa patologia è possibile contattare il 333-4150816. Quindi la miglior ricostruzione possibile della superficie articolare del radio rappresenta il presupposto indispensabile per ottenere buoni risultati. Nelle persone anziane occorre limitare il ricorso ad accessi chirurgici ampi a causa dell’elevata incidenza di sindromi algodistrofiche riflesse e di rigidità articolari.

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