Cosa fare quando un feto, dopo un intervento di interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), nasce vivo? La legge 194 afferma che in presenza di segni vitali il piccolo va rianimato. In quattro documenti, gli orientamenti degli esperti: si passa dalla posizione drastica dei medici olandesi, favorevoli alla eutanasia nei casi piu' gravi, a quella degli esperti italiani, secondo i quali nell'immediato il feto va rianimato e poi, in base alle sue condizioni, si decide se procedere solo a cure compassionevoli.
- DOCUMENTO SOCIETA' SCIENTIFICHE: STOP CURE A TROPPO PREMATURI. Astensione dalle cure intensive per i nati troppo prematuri, ovvero dalla 22/ma alla 24/ma settimana, per i quali le chances di sopravvivenza sono bassissime ed i trattamenti si configurerebbero come un accanimento terapeutico. E' l'indicazione contenuta nel documento messo a punto nel 2006 da nove società scientifiche, l'ordine dei medici della toscana e il comitato di bioetica regionale. La premessa è una fredda statistica: Il 30-35% dei neonati prematuri, di 22, 23 o 24 settimane di gestazione, muore in sala parto; il 45% circa viene sottoposto a cure intensive e muore durante la terapia, la sopravvivenza e' del 25%, ma il 95% dei sopravvissuti riporta gravi handicap cerebrali.
Più formazione per vincere sfida arresto cardiaco improvviso
I vaccini sono adattati alla variante JN.1. Possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri
Bellantone: "la sicurezza dell’assistito è un pilastro fondamentale della qualità delle cure ed è un diritto inalienabile di ogni persona"
"Uso corretto delle risorse non avviene in tutte le regioni"
La bozza Schillaci introduce due modelli per i medici di famiglia: convenzionati e dipendenti. Obiettivo: far funzionare la sanità territoriale senza superare del tutto l’impianto attuale. I sindacati: “Restano tutte le criticità”
Dal Dfp 2026 nessuna inversione di tendenza: spesa sanitaria ferma al 6,4% del Pil e previsioni riviste al ribasso. Cartabellotta: “Lo squilibrio ricadrà su Regioni e cittadini”
La società scientifica dei medici di medicina generale chiede una visione complessiva del SSN. “Modelli ospedalieri applicati al territorio rischiano di essere un errore”
Dopo i chirurghi ospedalieri interviene anche l’Icors. Nel mirino le raccomandazioni Hta: “Rischio di sottostimare i benefici nel medio-lungo periodo”
Commenti