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Riconnesse due arterie polmonari su undicenne, prima volta in Italia

Pediatria

Di qui la decisione dei sanitari di procedere con l'intervento di riconnessione: il piccolo è stato sottoposto a un cateterismo cardiaco che ha visto introdurre una cannula nella vena femorale e una cannula nella vena del collo. Grazie all'uso di guide metalliche impiegate per aprire arterie coronarie e arterie periferiche chiuse da anni e a una guida collegata a un generatore di radiofrequenza che produce energia, è stato possibile perforare il segmento occluso da trombi, che misurava circa tre centimetri. In seguito è stato creato un circuito tra la vena della gamba e la vena del collo e, con uno stent coperto, che permette di ottenere un lume e una parete vascolare artificiale, è stato possibile riconnettere le due arterie polmonari. Con tecniche meccaniche sono stati aspirati gli emboli che occludevano alcuni rami polmonari e alla fine dell'intervento, durato poco più di un ora, si è osservato che tutto il sangue venoso fluiva liberamente verso i due polmoni, potendosi arricchire di ossigeno.

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Ora il bambino, che ha fatto ritorno a casa il giorno dopo l'intervento, e' di nuovo in grado di correre e giocare e quanto diventerà grande e le sue arterie polmonari cresceranno, attraverso un nuovo cateterismo cardiaco molto semplice sarà possibile ridilatare lo stent coperto sino al al diametro dei suoi rami polmonari. Nel 2009 il laboratorio di Emodinamica presso la Divisione di Cardiologia pediatrica dell'Ospedale Infantile Regina Margherita ha effettuato oltre 250 cateterismi, un numero destinato a crescere ancora nel 2010 e ad attestarsi su valori doppi rispetto a quelli degli anni precedenti.
Fonte: Adnkronos
 

Pediatria
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