
Maghi dell'hi-tech cresciuti in laboratorio, più che in corsia. Per non lasciare 'orfani' i malati dell'Italia che invecchia, la formazione va ripensata, sostiene l'esperto. Così come vanno potenziati i percorsi assistenziali, aggiunge, investendo anche sulla rete delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa). "Solo a Milano, su una popolazione di circa un milione di abitanti si contano 210 mila over 75, di cui 130 mila donne - ricorda il geriatra - Ciò significa che in città i malati di demenza ammontano a 25-30 mila, e arrivano a 100-120 mila in tutta la Lombardia". Numeri destinati a lievitare, di fronte ai quali "è davvero arrivato il tempo di agire insieme come recita lo slogan della Giornata Alzheimer 2010". "Le grandi sfide richiedono alleanze, perché la sofferenza in solitudine è più grave e meno sopportabile della sofferenza condivisa", dice Trabucchi. "Il primo fronte sul quale agire insieme è la ricerca, da mettere in rete - chiede il geriatra al ministero della Salute - non tanto per dare ai centri specializzati più fondi, quanto per offrire loro una cornice al cui interno operare" in modo costruttivo. Senza doppioni, ma remando nella stessa direzione per il bene di malati e famiglie. Il secondo punto sul quale giocare l'alleanza anti-Alzheimer è "l'organizzazione dell'assistenza. Il percorso deve andare dalla famiglia, l'unica che può intercettare i primi segni della malattia - precisa l'esperto - alle Unità di valutazione Alzheimer (Uva), passando per il medico di medicina generale".




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